La motovedetta albanese Kater I Raders, che il 28 marzo 1997 affondò nel Canale d’Otranto, provocando la morte di 108 persone, non sarà demolita. Nonostante la rottamazione sia stata disposta poche settimane fa dalla Corte d’appello di Lecce, a causa del mancato trasferimento del relitto in Albania

a cui era stato restituito, si apre uno spiraglio per i familiari delle vittime della tragedia. Quel che resta del barcone, infatti, sarò trasportato ad Otranto trasformato in un monumento in memoria dei morti e dispersi del venerdì santo. La disponibilita’ del Comune salentino e’ stata data dal sindaco Luciano Cariddi, in seguito alle sollecitazioni ricevute dalla presidente di Integra Onlus, Klodiana Cuka. Otranto, negli anni ’90, fu il centro del Salento maggiormente impegnato nell’accoglienza dei profughi albanesi e oggi e’ diventato di nuovo punto nevralgico di passaggio dei clandestini, che sbarcano in Salento, grazie alla presenza del centro di prima accoglienza Don Tonino Bello.

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