Domenica sera, il leader del Carroccio era appena arrivato sul palco della Festa della Lega Nord, accompagnato da Calderoli, Rizzi e Longoni, quando Pelagalli, che stava concludendo il suo pezzo, ‘Bianco, rosso e verde’, canzone melodica dedicata al Bel Paese, ha invocato “l’Italia, il tricolore”.

Subito sono partiti i ‘buh’ dei leghisti. Ma è stato quando il cantante ha citato “la bandiera” italiana che i ‘lumbard’ non si sono piu’ tenuti. Ed è partito il gestaccio del dito medio: prima Bossi, poi tutti gli altri a seguire. Pelagalli, 27 anni, originario di Gagliano del capo, ma residente nel Milanese da due anni e mezzo, ha tentato di ricucire in chiusura. “Lo faccio io il finale, lo faccio il miracolo”, ha annunciato. Ed è partito con l’acuto “Padania”, tra applausi apparentemente riconciliatori. Ma la riconciliazione non c’e’ stata. “Ho deciso di presentare querela, lo faccio da cittadino offeso, al di la’ di qualsiasi idea politica”, spiega. “Mi sarebbero bastate anche delle scuse, le avrei accettate. Ma visto che non sono arrivate, posso solo immaginare che i leghisti fossero convinti del loro gesto”.
Il cantante nega che, dietro alla scelta della canzone, vi sia una provocazione da parte sua. “Ho sostituito un’amica che non poteva cantare, sapevo di questo impegno da piu’ di un mese, anche se non sapevo si trattasse di una Festa della Lega Nord”, racconta. “Quando sono arrivato la’, ho capito che ci sarebbe stato un comizio”, continua, “ma non era ben chiaro a che ora fosse, cosi’ ho deciso, insieme all’organizzatore, di cominciare a cantare, in attesa dell’arrivo dei politici”.
“Mi sono limitato a eseguire il mio repertorio, nel quale c’e’ anche ‘Bianco, rosso e verde’”. “Non e’ stata una provocazione”, insiste, “se avessi voluto provocare, avrei cantato in dialetto pugliese. Nella scaletta ho mantenuto quella canzone, che eseguo sempre in omaggio alla ricorrenza dei 150 anni dell’Unita’ d’Italia: pensavo che facesse piacere a un ministro della Repubblica italiana”. “Ripeto: non ho alcun pregiudizio nei confronti della Lega, col mestiere che faccio, non posso permettermi il lusso di avere pregiudizi, mi devo adattare”. Certo, sara’ difficile, con tutto quello che e’ successo domenica sera a Besozzo, che a Pelagalli sia confermata la data che aveva in programma in agosto alla Festa della Lega Nord di Azzate, sempre in provincia di Varese.

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