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Si è conclusa con successo l’operazione della guardia di finanza denominata “Parentopoli” e che ha portato alla denuncia complessiva di 115 soggetti con le accuse di truffa ai danni dell’Inps e falso ideologico. I denunciati riscuotevano infatti le pensioni dei parenti ormai deceduti dai quali avevano ricevuto la delega quando ancora in vita, sottraendo quindi una cifra che nel totale ammonta a quasi 410.000 euro.

Le indagini sono iniziate  circa un anno fa, quando lo stesso organo dell’Inps ha segnalato alla guardia di finanza alcune incongruenze. Da allora hanno collaborato in stressa sinergia per un controllo a tappeto di tutta la Provincia per riscontrare e verificare tutte le irregolarità sul territorio, sul campo pensionistico.

 

E’ venuto fuori infatti che, ben 865 soggetti risultavano aver riscosso la pensione tramite delega di persone ormai defunte. A questi è stata poi inviata una notifica che ha permesso di ottenere un’ulteriore cernita, in quanto è stata considerata la possibilità che per disguidi tecnici e comunicativi, l’Inps avesse erogato una mensilità in più, prima che giungesse la segnalazione del decesso del pensionato. 558 persone infatti, hanno restituito la somma riscossa indebitamente, subito dopo aver ricevuto la notifica; altre 10 persone avevano già riconsegnato la pensione, appena questa era stata ricevuta; mentre 279 altri soggetti, non hanno dato cenno di risposta alla notifica inviata dalle fiamme gialle. Tra questi vi sarebbero i 115 che hanno dimostrato di essere recidivi nella riscossione indebita della pensione.

Tra i casi scoperti, ci sarebbero sia dipendenti pubblici, che liberi professionisti possessori di partita Iva e pertanto considerati evasori totali, e anche il rappresentante di una casa di riposo di Carmiano che ha cessato l’attività nel 2010 e che aveva riscosso la pensione di 9 assistiti non più in vita, per un ammontare di oltre 12.000 euro.
Quattro persone sono state soggette anche di sequestro preventivo da parte della guardia di finanza, delle somme depositate in banca, che ammontano a circa 100.000 euro. Altri soggetti invece, risultano aver riscosso per un certo periodo la pensione illegalmente e poi aver sospeso la pratica illegale, altri ancora continuavano senza ritegno, come un uomo che risulta debitore dello stato di oltre 31.000 euro, per aver ritirato ben 78 mensilità della pensione. Gli altri casi parlano invece di 33, 18, 10 mensilità, per poi scendere sempre di più.

Il controllo delle fiamme gialle non si è fermato qui: le indagini infatti hanno “radiografato” letteralmente tutto il territorio, ispezionando anche circa 4650 ultranovantenni per verificare che fossero effettivamente in vita. La piacevole sorpresa è stata che effettivamente quasi tutti i soggetti erano vivi e tra coloro che nel corso delle indagini sono poi deceduti – circa 354 – non si è verificata nessuna irregolarità tranne che per 5 soli casi, che sono stata denunciati all’autorità giudiziaria.
Dei 115 denunciati inoltre, 52 hanno provveduto a riconsegnare all’Inps le somme prese illegalmente dopo aver ricevuto la diffida, mentre le restanti 63 risultano ancora inadempienti.

Soddisfazione da parte della guardia di finanza che afferma: “Questo è un chiaro messaggio di quanto le forze dell’ordine tengano alla tutela della cosa pubblica. Abbiamo radiografato l’intero fenomeno in modo da stroncare il problema.”

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