Tre donne, settanta sedie, l’Aula pugliese è l’immagine di una parità di genere “malata”. Lo hanno riconosciuto i due massimi rappresentanti della Regione, il presidente Nichi Vendola e quello del Consiglio regionale Onofrio Introna, insediando la Consulta regionale femminile per il quinquennio 2010-2015.

“Occorre rendere obbligatorio il vincolo del riconoscimento che il mondo è duale, non solo maschile, le quote rosa vanno bene per i panda, non per la componente femminile dell’umanità”, ha insistito il presidente della Regione e Introna ha annunciato la modifica della legge elettorale regionale, entro la fine dell’attuale legislatura, per assicurare “una presenza più numerosa delle donne, che vada verso la parità di genere anche nel Consiglio regionale, come Vendola ha fatto nel governo regionale”, che vede una parità perfetta: sette assessori su quattordici sono donne.
“In un clima del Paese che non è particolarmente amico delle donne, sul mondo femminile si accanisce la crisi occupazionale”, ha fatto notare Introna. Ma sbaglia grossolanamente, secondo Vendola “chi dice che in tempi difficili il lavoro femminile è un lusso, è vero il contrario”, un mercato del lavoro che vira verso il rosa è certamente indice di progresso economico”.
“La vita pubblica è pensata al maschile, stiamo per precipitare in una stagione buia, nella quale gli enti saranno i curatori fallimentari di una società che rischia un salto indietro nei diritti delle persone: tanto più occorre ascoltare la voce delle donne, che esprime una domanda permanente di cambiamento”, ha detto ancora il presidente della Regione.  
E la Consulta chiede di esercitare un ruolo e chiede ascolto. La presidente della prima stagione consultiva, Lia Fano e la presidente uscente, Annamaria Carbonelli, hanno ricordato le prerogative, indicate nella legge istituiva 70/1980 e disciplinate dal regolamento interno: promuovere iniziative “tese a realizzare la piena parità tra i cittadini e rimuovere ostacoli di diritto e di fatto che impediscono la partecipazione della donna all’organizzazione politica, economica, sociale e del lavoro. È composta da una rappresentante effettiva e due supplenti di associazioni e gruppi femminili, organizzazioni sindacali confederali e dei lavoratori autonomi, movimenti femminili e giovanili dei partiti.
Le componenti della Consulta sono elette dal Consiglio regionale su designazione delle singole associazioni, gruppi o movimenti. Nominate con decreto del Presidente della Giunta, restano in carica sino al rinnovo dopo l’avvio della nuova legislatura consiliare. Per l’elezione della nuova presidente occorrerà attendere metà settembre.

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