Siamo in piena estate.  I festeggiamenti dei 150 anni dell’Unità di Italia sembrano essere oramai cosa vecchia.  A ricordarci questo importante compleanno vi sono solo delle bandiere appese ai maestosi palazzi italiani e qualche sporadica manifestazione.

Noi vogliamo ricordarlo proponendo un’intervista a Pippo Baudo, il conduttore – insieme a Bruno Vespa-  di Centocinquanta, un programma storico e di intrattenimento, volto a ripercorrere i momenti salienti della storia dell’unità.
Pungenti le parole di Pippo, convinto che in questi anni è stata fatta l’Italia ma non gli italiani.
“Pippo, quanto è importante per Lei condurre una trasmissione come fratelli d’Italia?”
“è molto importante perché mi porta a studiare. Noi abbiamo delle grosse lacune, pensiamo di essere preparati, di conoscere tutto. Io approfondendo molta la storia di questi 150 anni, ho scoperto un Paese diverso da quello che pensavo di conoscere, un Paese più complesso, un Paese più difficile, un Paese più eroico, un Paese difficile, il nostro è un Paese difficile, tante componenti d’aria. Le varie regioni partoriscono persone, intelligenze, modi di pensare diversi l’uno dall’altro”
“Fatta l’Italia, bisogna fare gli italiani. Secondo Lei, gli italiani sono stati fatti?”
“Ancora no, e purtroppo sarà difficile farli, fino a quando in piena unità d’Italia insorge in maniera così prepotente il fenomeno leghista e un ministro dice <<fore de balle>> a quelli ch sono morti di fame o sono approdati nelle nostre spiagge, no”
“Come un media come la televisione può contribuire a fare gli italiani?”
“Determinante, e la televisione di oggi non è determinante”.

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