Tra gli ospiti della quarta edizione della rassegna dedicata al cinema  italiano i registi Giovanni Albanese e Giorgia Cecere. Nelle tre serate spazio a proiezioni, presentazioni, mostre e  sonorizzazioni dal vivo. Da martedì 23 a giovedì 25 agosto*nei Giardini del Palazzo Ducale  di*Martano* (Le) va in scena la quarta edizione di “Agorà Cinefest*, una  festa del cinema italiano,organizzata da Zero Project e Orama, con il  sostegno di Regione Puglia — Principi Attivi, in collaborazione con il Comune di Martano

. Sin dalla nascita Agorà Cinefest intende rivilegiare  il rapporto diretto del pubblico con le opere,i protagonisti, gli  autori del cinema contemporaneo (da cui il nome “Agorà”, nome greco per  indicare la “piazza”, il luogo aperto, pubblico, dove scambiare  opinioni, confrontarsi e crescere culturalmente), recuperando anche in maniera originale i grandi classici che hanno fatto la storia della  settima arte. Anche nel 2011 la rassegna proporrà, come già avvenuto con successo  nelle prime tre edizioni, proporrà quattro sezioni: proiezioni e  presentazionidi lungometraggi italiani nei Giardini del Palazzo (200  posti a sedere); “Cortonotte”, sezione dedicata cortometraggio, al  videoclip musicale, al backstage cinematografico; un’esposizione di fotografie di scena, focalizzando l’attenzione sui set ambientati in  Puglia; “Kinosound”, classici del cinema muto e di filmati storici,  musicati dal vivo. Potremo assistere a grandi capolavori “rivisitati”,  doverosamente live, da giovani artisti, musicisti e dj. *Martedì 23 agosto alle 20.30*l’inaugurazione è affidata al *Concerto  bandistico “Città di Casarano”* con colonne sonore di molti film che  hanno fatto la storia del cinema internazionale. Alle 21.00 si parte con  la prima proiezione. Il regista foggiano *Giovanni Albanese *presenterà  “*Senza arte né parte*”, film girato nel Salento che parla della crisi   economica. Il Premiato Pastificio Tammaro chiude la vecchia fabbrica, in  realtà con l’idea di riaprirne presto una nuova, completamente meccanizzata. Tutta la squadra di operai addetti allo stoccaggio  manuale, si ritrova disoccupata. Tra questi c’è Enzo (Vincenzo Salemme),  sposato con Aurora (Donatella Finocchiaro) che lavora  saltuariamente  come traduttrice, e i loro due figli piccoli. E poi Carmine (Giuseppe Battiston) che vive con la vecchia madre e con il fratello minore  Marcellino (Giulio Beranek) e infine Bandula (Hassani Shapi), un   immigrato indiano, ormai al verde e senza più un posto dove dormire. Una  commedia tutta da gustare uscita nelle sale a maggio. Albanese è  regista, artista e titolare della Cattedra di Decorazione all’Accademia  di Belle Arti di Roma. Nel 2003 è uscito nelle sale il suo film  A.A.A.ACHILLE con cui ha vinto il Giffoni Film Festival. Nel 2006 firma  la regia del cortometraggio Una via di uscita per l’associazione antiusura Buon Samaritano. La prima serata si chiuderà con Cortonotte  che ospita il backstage del film “È stato il figlio” di Daniele Ciprì a  cura di *Paola Crescenzo*. *Mercoledì 24 agosto*si parte alle 21.00 con il corto “*Ice Scream*” dei  due giovani  registi pugliesi *Roberto De Feo* e *Vito Palumbo*. In venti  minuti “Ice Scream”, ispirato a una storia vera accaduta in provincia di  Bari nel 2008, racconta la vicenda di Micky (Damiano Russo), un ventenne dall’aspetto pulito e insicuro nei modi, che entra in un bar per  comprare un gelato, ma si imbatte in due bulletti suoi

conoscenti,  Brando (Davide Paganini) e Alex (Alessandro Bardani). È solo l’inizio di  una giornata che non dimenticherà mai. A seguire risate assicurate con  il film della fortunata serie di Sky “*Boris*” di Luca  endruscolo, Mattia Torre e Giacomo Ciarrapico con Francesco Pannofino, Caterina  Guzzanti, Pietro Sermonti, Alessandro Tiberi, Antonino Bruschetta e  molti altri ospiti. Il regista televisivo René Ferretti tenta il grande  salto: un film d’autore dopo tanti anni di fiction su carabinieri, intrighi ospedalieri e drammi in costume da prima serata. Insomma, un  risarcimento dopo tutta una carriera dedicata al brutto. Ma il mondo del  cinema è addirittura peggio di quello della tv, perché sotto l’allure  del ‘salotto buono dell’industria culturale’ si nasconde un sottobosco  di sceneggiatori ricchi e nullafacenti, attrici nevrotiche, direttori  della fotografia che si sentono grandi artisti. E , sopra a tutto, lo  spettro incombente del Cinepattone, l’unico vero genere cinematografico  che il pubblico apprezza e che, a dispetto dei ‘cinematografari’ snob, manda avanti la baracca. La serata si chiuderà con la proiezione della  docu-fiction — “*Il genio — The fakestage*” di Gianni De Blasi.

La rassegna si conclude *giovedì 25 agosto* con la presentazione e  proiezione del film “*Il primo incarico*”, esordio di *Giorgia Cecere*  con Isabella Ragonese, Francesco Chiarello. 1953. Nena, una ragazza del  Sud Italia , deve andare a vivere lontano da casa per il suo primo incarico come maestra. Le dispiace, non perché lascia sua madre e sua  sorella — con loro è tutto chiaro e, a volte, duro. Il fatto è che al  suo paese ha una storia d’amore importante, cui crede molto, con un  giovane dell’alta borghesia che sembra ricambiarla sinceramente. Si promettono che nulla cambierà tra di loro, è solo fino a giugno, poi lei  chiederà il trasferimento. Così parte, un po’ triste e un po’ curiosa di  ciò che l’aspetta. Ma ciò che trova è ben diverso da ogni sua  immaginazione. È molto peggio. Una scuola sperduta su un altopiano,  ragazzini ingovernabili, gente con cui non ha niente in comune, una natura ostile. Resiste per orgoglio e perché Francesco la ama anche per  quello, per il suo coraggio… (continua). Finché in un freddo giorno di  febbraio tutto precipita, tutto sembra per sempre  perduto… Non è così,  non è mai davvero così. Nena lo scoprirà a poco a poco. A seguire per la  sezione  Kinosound* sonorizzazione dei Voyage Trio (composto da Antonio  Traldi, piano, Matteo Maglio, basso, Antonio De Donno, batteria) del  film “*Histoire(s) du cinéma*” di Jean Luc Godard. Tutte le sere inoltre saranno allestite le mostre con le foto di scena  di “È stato il figlio” Daniele Ciprì e “Senza arte né parte” Giovanni  Albanese.

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