La crisi economica ci sovrasta e ci preoccupa. I politici “di casa” sono di fatto commissariati dalla tecnocrazia finanziaria internazionale e Bossi non sa fare di meglio, anche in queste drammatiche ore, di provocare il Sud. Dice di avere la ricetta di come far ripartire le imprese. Che fortuna averlo al Governo!

Fosse per noi lo lasceremmo straparlare tra la sua gente che lo circonda come si circonda un Totem. Ma è pur sempre un Totem intelligente che fa danni al Paese pur di difendere i suoi interessi. Non vorrei che tornare a polemizzare contro il Sud è ancora una volta l’argomento utile per allontanare l’Udc da qualsiasi dialogo di responsabilità con l’attuale maggioranza. Bossi ha sempre visto l’Udc come il fumo negli occhi. È probabile che anche questa volta le sue “ricette” saranno medicine avvelenate per il nostro Mezzogiorno.
Nel bel mezzo di un contesto economico finanziario di tanta gravità, si materializza una maggioranza parlamentare che con Cicchito vorrebbe un dialogo con l’Udc richiamandosi ai comuni valori propri del riformismo dei popolari europei, mentre con Bossi sbatte per l’ennesima volta la porta in faccia al Sud, territorio caro ai valori ed ai programmi del partito di Casini.
Così, mentre l’Udc lavora per ridare dignità al Paese e cerca possibili spiragli per alleggerire la crisi, la Lega continua a sguazzare nel torbido.
Proprio in questi giorni, l’Udc Puglia ha apprezzato il dialogo tra Vendola e Fitto che, quali uomini responsabili della Puglia e del Sud, hanno trovato utili punti di convergenza per favorire investimenti nel Mezzogiorno. Non vorrei che la mossa di Bossi, che domani vedrà il ministro dell’Economia, sia un primo segnale di fumo per rendere sempre più difficile l’utilizzo di quei fondi. Fondi che già in queste ore sono stati messi in discussione dalle poco chiare espressioni della tanto citata delibera CIPE, meritoriamente ottenuta dal ministro Fitto. Incertezze successivamente rimarcate dal presidente Vendola nel timore di sforamento del patto di stabilità per l’utilizzo dei co-finanziamenti europei. Patto di stabilità, che se non si troverà il modo come rimuoverlo o aggirarlo, sarà la vera corda al collo dell’economia delle regioni meridionali.

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