Chiude la masseria Boncuri di Nardò dove tra luglio e agosto scorsi numerosi immigrati africani, impegnati nei campi per la raccolta di angurie e pomodori, hanno denunciato condizioni di lavoro insostenibili, chiedendo il rispetto degli accordi sindacali e lo stop all’infiltrazione dei caporali.

A seguito della chiusura, la Cgil chiede l’intervento di prefetto, Provincia e del ministero dell’Interno perche’ ”ci sono 150 lavoratori che non sanno dove andare ne’ hanno soldi per spostarsi”. Nella masseria e’ infatti allestita una tendopoli che e’ utilizzata come centro di accoglienza in cui gli immigrati si rifocillano e trascorrono la notte. ”L’Amministrazione comunale di Nardo’ – spiega il sindacato – ha deciso di non prevedere alcuna proroga alla data di chiusura della masseria Boncuri stabilita per oggi 31 agosto, nonostante nel campo siano ancora presenti circa 150 lavoratori migranti che, in gran parte, versano in un grave stato di bisogno e non hanno la possibilita’ di trovare altro ricovero, ne’ tantomeno di sostenere le spese di viaggio per raggiungere altri luoghi dove ricercare occupazione”. La Cgil ricorda che due settimane fa l’Amministrazione comunale aveva comunicato ai lavoratori che avrebbe ricercato delle soluzioni per sostenere le spese per l’allontanamento dal campo e il raggiungimento di altre sedi di lavoro. Tra le ipotesi c’era quella di far fronte alle spese per il biglietto del treno o di mettere a disposizione mezzi dell’Esercito per il trasporto su tratti regionali, previa acquisizione di disponibilita’ del Ministero degli Interni attraverso il coinvolgimento della Prefettura di Lecce e del sottosegretario Alfredo Mantovano. Ieri il Comune ha comunicato ai lavoratori l’assenza di risposte da parte della Prefettura e del sottosegretario Mantovano e di poter far fronte con risorse di bilancio del Comune, di un contributo di 30 euro ciascuno per le spese di viaggio

 

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