Sabato 13 Agosto c/o Torre Regina Giovanna, C.da Baccatani, Apani (Br)
Dopo aver offerto un primo assaggio del suo nuovo live sul palco del concertone del Primo maggio a Roma, Daniele Silvestri sarà impegnato per tutta l’estate con il nuovo tour, che prende il nome dal nuovo album “S.C.O.T.C.H.”.Daniele Silvestri torna ad esibirsi sui palchi italiani fresco del successo di critiche e di vendite

del suo nuovo album “S.c.o.t.c.h.”, uscito nelle scorse settimane e attualmente ai primi posti delle classifiche: un disco, registrato in presa diretta con la band che da sempre lo accompagna in tutti i suoi live, la cui continuazione naturale non può che essere la dimensione “dal vivo”. Prodotto da Cose di musica e realizzato in Puglia, lo spettacolo si dividerà in tre momenti: il primo, costruito sui brani di “S.C.O.T.C.H.”, avrà un andamento narrativo, simile a quello di un racconto. Il secondo andrà ad attingere i brani dal repertorio di successi del cantautore. A metà tra le due parti dello spettacolo, si aprirà invece un vero e proprio set dance in cui il palco e i musicisti si adatteranno ad una atmosfera tipicamente da discoteca.
IL NUOVO ALBUM “S.C.O.T.C.H”
C’è l’attualità e ci sono i sentimenti, c’è il momento dell’ironia e quello dell’invettiva, c’è il coraggio e c’è la resa. Ma soprattutto c’è tutta la passione di Daniele Silvestri per la musica  in S.C.O.T.C.H, il nuovo album in uscita il 29 marzo su etichetta Sony Music.
Quindici brani prodotti e arrangiati dallo stesso Silvestri e registrati, in presa diretta, con la band con cui ha costruito tutta la sua storia musicale live e numerosissime e sorprendenti incursioni amichevoli di colleghi musicisti e non. Insieme a Daniele, alla chitarra e al pianoforte, Piero Monterisi alla batteria, Maurizio Filardo alle chitarre, Gianluca Misiti alle tastiere, Gabriele Lazzarotti al basso e Ramon Josè Caraballo alla tromba e alle percussioni, hanno preso parte a questo viaggio lungo un disco anche: Niccolò Fabi che, insieme a Daniele, scrive e canta Sornione; Raiz che irrompe in un rap irriverente al termine di Precario è il mondo; Gino Paoli che presta la sua voce ne La Chatta, una libera e divertente trasposizione dell’originale La Gatta; Diego Marcino che divide la stesura del testo e del cantato con Daniele in Acqua che scorre e partecipa insieme a Pino Marino ai cori di Cos’è sta storia qua e de L’appello; Bunna, voce di Africa Unite, che canta “in lontananza” e le voci recitanti di Peppe Servillo e Andrea Camilleri in Lo Scotch; i Solis String Quartet che aggiungono i loro archi in Ma che discorsi e In un’ora soltanto; Stefano Bollani che accompagna al pianoforte l’ultimo brano Questo paese. Al centro dell’album, in ogni sua accezione e interpretazione, c’è lo “scotch”. Scotch prima di tutto è un brano, una sorta manifesto del disco di cui rappresenta una perfetta sintesi: attraverso uno stile più cinematografico che di forma-canzone, Lo scotch riproduce appieno la totale libertà che si respira nell’intero album che accoglie e raccoglie sperimentazioni, riflessioni, giochi e “divertissement” di ogni genere con la collaborazione attiva di amici artisti che sono passati in questo disco, lasciando qualcosa di sé, un saluto, un omaggio. Scotch è anche il termine scelto per il titolo dell’album: una parola che rappresenta un oggetto di uso comune, quindi spesso pronunciata, ma con un nome molto insolito; così come il disco, che si mostra anomalo e particolare in ogni suo aspetto, ma solo ad un ascolto fatto con attenzione. Infine, c’è lo scotch usato nella foto di copertina: qualcosa che trattiene e che impedisce di andar via, al contrario di ciò a cui Daniele sembra aspirare in alcuni dei brani dell’album.
A cominciare da Le navi, un semplice piano e voce, che dà subito un’impronta molto forte degli umori legati all’attualità che animano l’album: “che salpino le navi/si levino le ancore/ si gonfino le vele/ verranno giorni limpidi e dobbiamo approfittare/ di questi venti gelidi del greco e del maestrale”. Gli stessi umori che ritroviamo in Precario è il mondo, brano presentato durante l’ultima puntata della trasmissione di Fabio Fazio e Roberto Saviano “Vieni via con me”: “ il mio lavoro è roba piccola, fatta di plastica/ che piano piano mi modifica, mi ruba l’anima/ dice “il lavoro rende nobili” – non so può darsi/ sicuramente rende liberi di suicidarsi”; nel rifacimento di Io non mi sento italiano, uno degli ultimi brani scritto da Giorgio Gaber; in Monito(r) in cui, servendosi di un improvvisa virata rock, avvia una riflessione sul ruolo dell’attuale Presidente della Repubblica “chiuso nel suo studio/ chissà che cosa fa/ il Presidente medita sul ruolo che oggi ha/ in mano un’arma scarica la penna che ratifica/ la mano trema il cuore frena/ però alla fine firmerà/ il Presidente firmerà”; e ne L’appello in cui Daniele trova l’equilibrio nell’unire uno scanzonato stornello ad un testo di cui il protagonista è Salvatore, fratello del giudice Borsellino “questo è un appello/ io sto cercando in giro mio fratello/ scomparso all’improvviso a fine luglio/ ‘ mezzo a un bordello/ e con addosso sembrerebbe solo un piccolo borsello”; a chiudere l’album, ricongiungendosi concettualmente con l’inizio, è Questo paese “la grandezza di questo paese/ non è più nelle piazze, non è nelle chiese/ non è Roma di marmi fontane e potere/ né Milano tradita da chi se la beve/ non è Genova o Taranto signore del mare/ non è Napoli e questo è perfino più grave”. Ma sono anche le dinamiche di coppia a fare da perno al disco di Daniele che al tema dedica Fifty-Fifty, Acqua stagnante, Ma che discorsi e In un’ora soltanto.

DANIELE SILVESTRI
Biografia
Daniele (Roma, 18 agosto 1968) cresce artisticamente in una cover band ispirata ai Duran Duran dopo aver rinunciato al motorino in cambio di una tastiera e fino ai vent’anni gira l’Europa in Interrail. Nel 1994 pubblica il suo album d’esordio, intitolato semplicemente “Daniele Silvestri”. Vince il Premio Tenco come migliore opera prima dell’anno; fa il bis nel referendum della rivista “Musica & Dischi” (sempre come miglior esordio) e partecipa a “Sanremo giovani” con il brano “Voglia di gridare”, che lo porta sul palco del Teatro Ariston. Partecipa nella sezione “Giovani” del Festival di Sanremo 1995 con “L’uomo col megafono”: canta seduto su uno sgabello, mostrando alcuni cartelli colorati con le frasi più significative della canzone. Come spesso succede a Sanremo, l’ultimo posto in classifica, sarà sinonimo di successo discografico: il suo talento viene riconosciuto subito da una giuria di autori, che assegna il Premio Volare a “L’uomo col megafono” come miglior testo letterario della gara sanremese. Il secondo album, “Prima di essere un uomo”, conquista il disco d’oro e viene segnalato da “Musica & Dischi” fra i dieci migliori del 1995. Il singolo estivo “Le cose in comune”, uno dei più programmati dalle radio, vince il Premio Tenco come miglior canzone dell’anno. Secondo nella stessa classifica “L’uomo col megafono”.
Nel 1996 firma la sua prima colonna sonora (“Cuori al verde” di Giuseppe Piccioni, con Margherita Buy e Gene Gnocchi) e incide “Il dado”, diviso in due cd. A giudicare dall’accoglienza del pubblico nei concerti, la canzone manifesto di quel disco è “Cohiba”, dedicata a Ernesto Che Guevara, che però non uscirà mai come singolo. Nel cd “Il dado” (esattamente 6 minuti e 41 secondi dopo “Aiutami”, l’ultima traccia della “facciata B”) è presente una ghost-track intitolata “Rappresaglia”: Silvestri suona la batteria e Max Gazzè il basso. Lo stesso Gazzè figura nella band che lo accompagna nel tour italiano durato un anno intero. Le esibizioni dal vivo sono soprattutto un mezzo per offrire il proprio contributo alle cause in cui crede, a partire dal raduno musicale contro le mine antiuomo (a Roma nel novembre ’96) dove canta “La bomba”.
Nel 1997 sale sul palco del Primo Maggio a Roma; partecipa a Milano al concerto per Adriano Sofri, Ovidio Bompressi e Giorgio Pietrostefani; si esibisce al Premio Città di Recanati e ad Arezzo Wave; quindi il 31 luglio vola a l’Avana (Cuba) per il Festival della Gioventù Comunista. Il teatro offre nuove forme d’espressione al suo talento poliedrico. A maggio ricopre il triplice ruolo di autore (a quattro mani con Rocco Papaleo), attore (sempre al fianco di Papaleo) e cantante nello spettacolo “Rosso fiammante bloccato neve dubbio vetro tesi infinito”.
La collaborazione con Papaleo prosegue nel disco di quest’ultimo (“Che non si sappia in giro”) con il duetto “Foca”. Pochi mesi più tardi (21 ottobre ’97) va in scena a Cesena la prima di “Frankensteinmusical”, un musical di Antonello Dose, Marco Presta e Tullio Solenghi. Daniele Silvestri è autore delle canzoni. Firma anche “Al fratello che non ho” e “Il fiume e la nebbia”, due brani contenuti nel disco di Fiorella Mannoia “Belle speranze” (uscito in quei giorni).
Nel 1998 partecipa al primo album dei Tiromancino nella duplice veste di co-autore e co-interprete del brano “La storia” e come autore di “Dying Again”. Riceve il Premio Ciampi e il Premio Mariposa (sezione giovani) per i testi dell’album “Il dado”. Scrive i testi di due canzoni (“Iolanda” e “Sete”) per la commedia teatrale “Domani notte a mezzanotte qui” di Angelo Orlando. Dopo il teatro, si cimenta anche nel cinema: compone le musiche del film “Barbara” (con Valerio Mastandrea), nel quale appare in un cameo recitando la parte di se stesso.
Torna in gara al Festival di Sanremo nel 1999 (sezione big) con il brano “Aria” contro la pena di morte. La classifica migliora sensibilmente, si piazza fra i migliori otto. Riceve il Premio della Critica, intitolato a Mia Martini, e quello della giuria per il miglior testo. Le radio trasformano poco dopo il nuovo singolo “Amore mio” in una strepitosa hit radiofonica. Il primo aprile ’99 esce “Sig. Dapatas”, il suo quarto album. Il titolo è l’anagramma delle iniziali delle singole canzoni contenute nel disco. Un mese più tardi è di nuovo protagonista del Concerto del Primo Maggio con “Aria”, “Amore mio” e “Cohiba”. In estate arriva un altro riconoscimento: il Premio Lunezia, infatti, gli conferisce la Laurea De Andrè per “Aria”. In autunno esce l’album “Microchip emozionale” dei Subsonica: Daniele canta nel brano “Liberi tutti”. Nel 2000 suona “Aria” e “Cohiba” in un live contro la pena di morte (il 7 luglio a Pescara) e firma il testo di cinque canzoni (“La rivoluzione”, “K.N.A.”, “Automaticamente”, “La quiete che verrà” e “Polvere”) contenute in “Serendipity”, il disco della P.F.M. uscito in autunno. Rinfrescando il suo passato da busker, breve ma intenso, il 23 settembre partecipa alla quarta edizione di Stradarolo – Festival Internazionale di Musica, Teatro e Arte su Strada, una manifestazione curata dai suoi amici del gruppo Têtes de Bois. Un mese più tardi pubblica il greatest hits “Occhi da orientale” con tre brani inediti: la title track, “Testardo” e “Cuore di cera”. Compone le musiche di “Tango”, lo spettacolo di Francesca Zanni ispirato al dramma dei desaparecidos argentini.
Nel 2002  inizia a registrare il nuovo disco che lo vede per la terza volta sul palco del Teatro Ariston e nel quale torna a incrociare la strada degli amici Têtes de Bois. Sta per uscire, infatti, il loro nuovo disco, “Ferrè, l’amore e la rivolta”, nel quale Silvestri ha tradotto in italiano e co-interpretato il brano “Non si può essere seri a 17 anni”. La partecipazione a Sanremo con “Salirò” è segnata dalla serata finale in cui Silvestri porta sul palco l’attore-ballerino Fabio Ferri per un indimenticabile esibizione a sorpresa, a metà strada tra la canzone d’autore e la “Febbre del sabato sera” . “Unò-duè”, il suo sesto album uscito in concomitanza con il Festival staziona tra i primi posti delle classifiche per molte settimane mentre “Salirò” è il singolo più suonato in radio del 2002 e si aggiudica ben quattro premi agli Italian Music Awards: miglior singolo, videoclip, arrangiamento e composizione musicale. L’anno si conclude con un concerto a Praca da Independencia a Maputo in Mozambico (1 novembre) in cui Silvestri, invitato dalla ONG Movimondo, suona davanti a migliaia di mozambicani.
Nel 2003 è di nuovo al concerto del Primo Maggio a Roma suonando “Il Mio nemico”, con cui vince il Premio Amnesty ed esce il suo primo libro “L’autostrada”. A Gennaio del 2004 esce il doppio CD Live “Livre Transito” preceduto dal singolo “Kunta Kinte” scritto a 4 mani con Frankie Hi-Nrg. Il 4 ottobre torna a Maputo per il secondo concerto in Mozambico, questa volta insieme all’amico ed ex suo bassista Max Gazzè.  L’estate si impegna in un breve tour acustico accompagnato solo dal contrabbasso di Massimiliano Pischedda e la chitarra di Maurizio Filardo.
Nel 2007 torna a Sanremo con “La paranza”  ed esce il suo sesto album di inediti “Il Latitante” da cui vengono estratti i singoli “Gino e l’alfetta” e “A me ricordi il mare”. “La paranza” gli vale un quarto posto e il primato di brano più trasmesso dalle radio e più scaricato insieme al vincitore del Festival Simone Cristicchi. L’album è preceduto dall’uscita solo radiofonica del singolo “Mi Persi”. Il 2007 è anche l’anno del ritorno al concerto del Primo Maggio di Piazza San Giovanni dopo 3 anni di assenza. Nel corso dell’estate, durante la quale Silvestri è impegnato in tutta Italia con le tappe de Il Latitante tour, il cantautore partecipa anche al Festivalbar, al Gaypride di Roma, dove gira parte del videoclip di “Gino e L’alfetta” , al Premio Grinzane Cavour e al Premio Carosone a Napoli.
Tra il 2007 e il 2008 Silvestri torna a collaborare con il cinema. “Mi persi” e “La paranza” entrano a far parte della colonna sonora del film “Notturno bus”, e vincono entrambi il David di Donatello 2007 come miglior canzone originale. “Occhi da orientale”, “Testardo e gli inediti “Il mondo stretto in una mano” e “Surf”, cantata in inglese, impreziosiscono invece la colonna sonora di “Questa notte è ancora nostra”, firmata da Silvestri con il suo chitarrista  Maurizio Filardo.
Il 9 maggio 2008 esce “Monetine”, la prima vera raccolta di Daniele Silvestri, un doppio album con dvd che racconta quindici anni di musica con grandi successi, videoclip, 5 nuove versioni – “Monetine”, “Dove sei”, “Idiota”, “L’Uomo intero” ,“La Classifica” – , i due inediti “Senza far Rumore” e “Una giornata al mare” di Paolo Conte, la prima cover a trovare album di Silvestri e la versione inedita de “Il mondo stretto in una mano”.
Il 9 dicembre 2009, in occasione del primo B-day, scrive il brano “L’imperatore Tiberio” che pubblica con il videoclip su YouTube.
Dal 2008 al 2010 Daniele Silvestri si è dedicato ad un’intensa attività live che lo ha portato sui più importanti e prestigiosi palchi di tutta Italia e Europa sperimentando nuove soluzioni stilistiche e incontri inediti con mondi musicali diversi: nell’inverno del 2009 Silvestri parte con la sua band per l’Europa dove registra il tutto esaurito in Lussemburgo, a Bruxelles, Barcellona e Madrid. In occasione di questi live, viene inaugurato il blog www.danielesilvestri.it dal quale vengono trasmessi in diretta in streaming i concerti. E’ dei primi mesi del 2010 il concerto a Cracovia, in occasione della partenza del “Treno della memoria”, il viaggio con gli studenti nei luoghi del genocidio nazista. Nell’estate del 2010 porta in giro per la Penisola il “road concert” con l’Orchestra di Piazza Vittorio. Alla fine del 2010 durante l’ultima puntata della trasmissione di Fabio Fazio e Roberto Saviano “Vieni via con me”, il cantautore presenta “Precario è il mondo”, scritta, registrata in pochissime e  subito un successo in download.
Il 29 marzo 2011 esce il nuovo album di inediti “S.C.O.T.C.H.”