Loredana CaponeDov’è l’eccezionalità dei finanziamenti stanziati in seguito alla delibera CIPE e che porteranno quasi un miliardo e mezzo di euro nelle casse del Mezzogiorno? E’ la domanda che si sono posta i rappresentanti del Pd provinciale leccese

 Da Salvatore Capone (il raggiungimento dell’intesa istituzionale tra Fitto e Vendola rappresenta sicuramente un’ottima notizia, ma oggi, in pratica, ci ritroviamo nella condizione, paradossale quanto sintomatica dell’attuale situazione politica nazionale, di dover celebrare l’eccezionalità dell’ordinarietà), a Cosimo Durante (scorrendo l’elenco delle opere finanziate dalla delibera CIPE risalta in maniera evidente come si tratti del frutto dalla lungimirante visione dell’Amministrazione provinciale di centrosinistra), a Sergio Ventura (le necessità di raggiungere traguardi possibili e immediati deve spingere tutti ad evitare ipotesi fantascientifiche e concentrarsi su ipotesi realistiche e condivise) tutti concordano sull’ abbassare i toni dei proclami e operare con una politica del “fare”. I fondi sbloccati da qualche giorno, non sono un regalo che il Governo centrale ha fatto al Sud, ma il frutto di una politica del welfare che prevede una crescita costante dell’intero Paese. Ben vengano le opere infrastrutturali previste già da tempo dal centrosinistra, ma il Mezzogiorno non deve ringraziare la messa in opera di nuove strutture al Sud sarà prestigio anche per il nord.

Per Loredana Capone nuova crescita senza Patto di Stabilità

“Se fosse possibile superare il vincolo posto dal patto di stabilità sulla spesa dei fondi europei, il Pil delle Regioni meridionali potrebbe crescere dal 1,5% al 2% con rilevanti effetti sull’occupazione e sul gettito fiscale complessivo per lo Stato e le Autonomie Locali”, lo riferisce in una nota la vicepresidente e assessore allo Sviluppo economico Loredana Capone a sostegno di quanto dichiarato dal presidente Vendola nella conferenza stampa sulla delibera Cipe.
“Autorevoli centri di ricerca economica – spiega – sostengono che sarebbe questo l’effetto sull’economia se fosse possibile concentrare entro i prossimi 12 mesi tutta la spesa attivabile da parte delle Regioni, eliminando dal calcolo del Patto di stabilità le risorse regionali destinate al cofinanziamento dei fondi europei. Questo avverrebbe perché si tratta di risorse destinate non ai consumi ma ad investimenti strutturali finalizzati a ridurre il divario fra il Mezzogiorno e le aree più forti dell’Unione Europea.
Un altro effetto perverso dei vincoli del Patto di stabilità è costituito anche dall’impossibilità sino ad oggi di escludere dal suo calcolo le spese che gli Stati europei sostengono per le missioni di pace in varie parti del mondo, con dolorose perdite di vite umane e costi materiali crescenti.
La necessità di sottrarre dal calcolo del patto di stabilità l’importo delle quote di cofinanziamento regionale della spesa comunitaria – continua Loredana Capone – è un’esigenza sottolineata proprio in queste ore dal Commissario europeo Hahn non solo per le Regioni dell’Obiettivo ‘convergenza’ del nostro Mezzogiorno, ma anche per altre aree in eguale condizione di altri Paesi della Ue che rischiano, altrimenti, di non poter impiegare i fondi ottenuti da Bruxelles, vanificando in tal modo l’obiettivo della crescita e della riduzione dei divari per i quali gli stessi fondi sono stati assegnati ai singoli Stati.
Il patto di stabilità, tra l’altro, è anche un patto ‘per la crescita’ oltre che per la stabilità, un concetto, questo, troppo spesso messo in ombra”.

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