I dati parlano chiaro: “ecofesta Puglia” piace e funziona. La gestione sostenibile degli eventi nata dall’inventiva delle associazioni CulturAmbiente onlus e LeMiriadi49 – Turismo Responsabile e sperimentata per la prima volta in occasione della “Sagra te lu ranu” di Merine (Le) l’8, 9 e 10 luglio 2011 ha dato risultati più che soddisfacenti.

Complessivamente, infatti, la sagra ha prodotto il 79 % di raccolta differenziata e solo il 21 % di indifferenziata. Un dato quantitativo importante, che comprende nella quota differenziata il 26% di plastica e metalli, il 51,6% di umido e lo 0,4% di vetro.

Migliora anche la convenienza dell’adozione del marchio regionale: rispetto alle proiezioni iniziali basate sullo studio analitico condotto sulla “Festa della Municeddha” di Cannole, l’incremento di costo delle stoviglie biodegradabili rispetto a quelle di plastica scende dal 12 al 7%, a fronte di un aumento stimato normalmente intorno al 100 %.
Molto alto anche il gradimento da parte del comitato responsabile dell’evento e, soprattutto, dai visitatori della sagra. Su un campione di 300 persone intervistate la percentuale di gradimento è stata pressoché assoluta. Il 94% di loro, infatti, ha dichiarato di essere molto soddisfatto del lavoro dell’InfopointVerde, delle isole ecologiche e dell’uso di stoviglie biodegradabili e il 6% di esserlo abbastanza. Anche la ciclo-sagra ha riscosso successo: il 98% degli intervistati ha dichiarato di gradirlo molto e solo il 2% abbastanza. Infine, un buon esordio per il marchio “ecofesta Puglia” nel suo complesso, rispetto al quale si è dichiarato molto soddisfatto il 96% del campione e solo il 4% abbastanza.

Un dato interessante riguarda la composizione del campione intervistato: tra i 16 e i 36 anni il 65% degli intervistati, tra i 37 e 56 il 23% e oltre i 57 anni il rimanente l’12%. Molti i volti giovani, quindi. Equilibrata, invece, la provenienza: il 54% degli intervistati risiede a Lecce, mentre il 46% si è dichiarato turista. Se solo una decina di persone hanno raccolto l’invito a venire alla sagra in bicicletta utilizzando il bike parking, in molti vorrebbero poterlo fare in sicurezza: sono stati 1062, infatti, i firmatari della petizione per la richiesta di realizzazione della pista ciclabile Lecce-Merine.
Infine, tra i suggerimenti dati dagli intervistati spicca la necessità di aumentare il numero delle isole ecologiche e degli InfopointVerdi e di dare loro una maggiore visibilità. Cresce, inoltre, il desiderio di ripetere, divulgare e diffondere l’iniziativa ed il marchio e di diffondere la cultura della sostenibilità e della raccolta differenziata nella vita quotidiana. Essenziale si è rivelata soprattutto la presenza dei volontari all’interno delle isole ecologiche.

Il buon esito e l’alto gradimento riscosso da “ecofesta Puglia” ha portato alla nascita di “EMS Puglia”, un ente per la creazione di modelli sostenibili che vede la partecipazione di alcuni membri delle due associazioni che hanno sperimentato il marchio: CulturAmbiente Onlus e LeMiriadi49 – Turismo Responsabile. D’ora in avanti sarà questo il nuovo ente ad occuparsi della gestione del marchio e di tutti gli aspetti logistico-amministrativi legati al suo utilizzo. “ecofesta Puglia”, inoltre, ci tiene a sottolineare l’importanza dell’iniziativa realizzata dall’amministrazione comunale di Zollino, all’interno della Fiera San Giovanni (24, 25 e 26 giugno 2011) dove si sono utilizzate stoviglie biodegradabili, ed è stata effettuata la raccolta differenziata. Nonostante quest’anno non sia stato possibile collaborare ed assegnare il marchio, in seguito ad un incontro con il sindaco di Zollino ci si è riproposti di lavorare per l’attribuzione del marchio per i prossimi eventi.

Il marchio è nato dall’iniziativa di due associazioni salentine impegnate nella tutela delle questioni ambientali, CulturAmbiente onlus e LeMiriadi49-Turismo Responsabile con il supporto dell’Assessorato regionale alle Risorse agroalimentari e con il patrocinio del Centro Servizi Volontariato Salento e rientra nel più ampio progetto “La tradizione fa Eco”.
Il marchio “ecofesta” si basa sul rispetto di un decalogo di buone pratiche per la tutela dell’ambiente che risponde a tre parole d’ordine: ridurre, differenziare e informare. Si tratta di tre punti fermi tradotti in pratiche ben precise: riduzione della produzione dei rifiuti e di CO2 attraverso l’organizzazione di forme di mobilità sostenibile; differenziazione dei rifiuti prodotti, attraverso la creazione di isole ecologiche, la preparazione delle risorse umane attraverso corsi di formazione e la sostituzione delle stoviglie usa e getta in plastica con quelle biodegradabili; informazione mirata ai cittadini e i turisti sul legame tra tradizione salentina e sviluppo sostenibile attraverso degli InfopointVerdi.

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