Da ieri, le torce del petrolchimico di Brindisi sprigionano altissime fiamme seguite da una fitta coltre di fumo. La conseguenza è stata probabilmente l’accensione delle torce di emergenza con altrettanta fuoriuscita di fumo denso che ha oscurato il cielo sull’abitato di Brindisi e dei comuni vicini

ma non è stata data nessuna comunicazione sulle conseguenze di natura ambientale per il territorio e per la salute pubblica.
Le sette torce di emergenza erano già state poste sotto sequestro nell’ottobre scorso, perché sospettate di immettere nell’atmosfera di sostanza pericolose. La procura della Repubblica aveva dato il mese di luglio come termine ultimo entro cui le due aziende devono mettere in funzione gli impianti di termossidazione per il trattamento dei reflui delle lavorazioni. A tal proposito è intervenuto il consigliere regionale Eupreprio Curto che chiede all’assessore regionale all’ambiente Lorenzo Nicastro di conoscere quali siano gli atti concreti che l’assessore regionale al ramo intende assumere affinché a Brindisi, oltre a salvaguardare gli impianti ( la procedura di accensione delle torce serve appunto alla loro salvaguardia! ), si operi per salvaguardare anche l’ambiente e la salute dei brindisini e se non ritenga, infine, l’assessore al ramo, di dover riferire sull’accaduto con la massima tempestività possibile in Consiglio regionale, oppure, in alternativa, in Commissione Ambiente, prevedendo la contestuale audizione dei vertici dell’Arpa , al fine di entrare in possesso dei dati effettivi sulla situazione dell’ambiente in provincia di Brindisi”.
 

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