Foto Andrea StellaUna esplosione devastante, un boato assordante. Anche un morto, scoperto solo alle prime luci del giorno dal terranova in forza al nucleo cinofilo dei vigili del fuoco. Via Imbriani, in mattinata, si presenta così: macerie sparse sull’asfalto, vetrine e finestre in frantumi, saracinesche deformate. Nell’aria si avverte ancora la puzza di bruciato.

Non una bomba, come si era ipotizzato in un primo momento, ma un errore nelle fasi di preparazione di un incendio che, nelle intenzioni dei malviventi, avrebbe dovuto dare un segnale al titolare del negozio di oggetti per liste nozze Sogni, visto il precedente del 6 gennaio del 2010. Un errore fatale, forse dovuto all’inesperienza. Un errore costato la vita ad uno degli attentatori: Michele De Matteis, 32enne, di Lecce, sceso nell’intercapedine del negozio per cospargere di benzina i locali sottostanti, quando una scintilla, complice l’ambiente saturo di vapori sprigionati dal liquido infiammabile, ha innescato l’esplosione, che è stata violentissima. Il 35enne investito da un muro di tamponamento, è stato letteralmente schiacciato. Il suo corpo, avvolto dalle fiamme, carbonizzato, mentre nelle mani stringeva ancora un accendino. Per scendere nei locali sottostanti, De Matteis, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbe utilizzato questa scaletta. Al momento, non è chiaro se abbia agito da solo, oppure no. Le ricerche del nucleo cinofilo dei vigili del fuoco continuano senza sosta, per accertare l’eventuale presenza di altre persone sepolte sotto le macerie. Sul posto, gli investigatori della squadra mobile, che ora conducono le indagini per stabilire dinamica e movente dell’attentato, i carabinieri, diverse squadre dei vigili del fuoco. Quando si è saputo che sotto le macerie ci fosse anche una vittima, sono comparsi il procuratore capo Cataldo Motta ed il pm Guglielmo Cataldi.

Foto Andrea StellaIpotizzabile il collegamento con l’attentato dinamitardo che, nella notte tra il 6 ed il 7 gennaio del 2010, mandò in frantumi la vetrata laterale del negozio. In quella circostanza, i danni furono limitati. Ma questa, a quanto pare, è tutt’altra storia. Gli inquirenti, visto il precedente, ipotizzano un collegamento, legato al racket. Nel frattempo, il titolare è cambiato. Dal marzo del 2011 l’attività è gestita da un tarantino, Gennaro De Angelis, di 60 anni. Ma, poi, che senso avrebbe distruggere completamente l’attività commerciale? Cosa c’è realmente dietro a questo attentato? A questi interrogativi dovranno rispondere nelle prossime ore le forze dell’ordine, che vagliano la possibilità che dietro l’esplosione di ieri sera ci sia un’altra pista. Quella che ruoterebbe intorno ai premi assicurativi, da riscuotere in caso di seri danneggiamenti. Non a caso, Michele De Matteis, come ha dichiarato il procuratore capo Cataldo Motta, potrebbe essere definito un operatore del settore, visti i suoi precedenti specifici. In attesa che si faccia luce su questo gravissimo episodio, resta la certezza che, se in quel momento, per strada fosse passato qualcuno, il numero delle vittime sarebbe stato di certo più elevato.

 

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