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Via Renato Imbriani, pieno centro di Lecce, a pochi passi da piazza Mazzini. Da pochi minuti una deflagrazione violentissima ha letteralmente raso al suolo il negozio di oggettistica “Sogni”. Per strada, macerie, vetri e tanto tanto fumo. Sembra Kabul, dice qualcuno, altri, che hanno sentito la terra sotto ai piedi tremare, credono sia passato un terremoto. L’esplosione mezz’ora dopo la mezzanotte. Gli effetti devastanti.

 

Dell’attività commerciale non resta praticamente nulla. Tutto all’interno è andato distrutto, vetrine infrante, saracinesche divelte, tutta la merce esposta disintegrata. La violentissima deflagrazione ha fatto crollare anche il solaio del garage sottostante, almeno quattro le auto ricoperte dalle macerie, che hanno poi preso parzialmente fuoco. Ridotti in frantumi gli infissi, le mura, i marciapiedi. Danni anche alle attività commerciali delle vicinanze, diverse le vetrine infrante e gli infissi danneggiati. Diverse anche le auto parcheggiate davanti al negozio, che sono state danneggiate dai detriti, schizzati come schegge impazzite. Poi, è un via vai di ambulanze, auto dei carabinieri, della polizia. I residenti si affacciano in strada, increduli, sbigottiti, buttati giù dal letto dall’esplosione e dall’intenso fumo sprigionatosi in seguito all’incendio, che ha invaso le loro case costringendoli a scendere in strada. Per strada non si vede nient’altro che fumo e detriti. Poi, l’attenzione viene attirata da un nucleo familiare campano, rimasto bloccato al terzo piano del bed & breakfast nella palazzina che sorge proprio sopra il negozio Sogni, oggetto dell’attentato. La tromba delle scale è inagibile, l’ingresso principale impraticabile. Nella stanza, a poco a poco invasa dal fumo, c’è una coppia napoletana, con al seguito la loro figlioletta. Sono bloccati lì da un’ora e mezzo. I vigili del fuoco del saf li portano in salvo solo dopo diverso tempo. Un casco rosso si cala dal tetto con una fune, entra dalla finestra ed attende che i colleghi, muniti di gru, raggiungano la finestra. Prima la donna e la figlia, poi l’uomo. Quando mettono il piede a terra si leva un applauso. Fortunatamente stanno bene, ma a causa della paura evitano le telecamere. Al termine delle prime operazioni di soccorso, il bilancio è tutto sommato positivo. Alcune persone, tra le quali una donna incinta, sono restate lievemente intossicate; un vigile del fuoco, invece, caduto in malo modo durante le operazioni di spegnimento, ha rimediato una frattura ad un braccio sinistro. Solo dopo diverse ore, quando il fuoco è spento, il fumo diradato e le macerie sono state in parte rimosse, si è effettuata la macabra scoperta. Sotto quel cumulo di pietre e cemento c’era un corpo senza vita.

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