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Truffe all’Inps per 48 milioni di euro, oltre 3mila tra falsi invalidi e finti poveri. È quanto emerge dagli 11mila controlli effettuati dalla Guardia di Finanza durante questi primi sette mesi dell’anno, finalizzati a smascherare quelle persone che, attestando un basso tenore di vita o una condizione fittizia di invalidità, fruiscono dallo Stato o da altri Enti Pubblici di agevolazioni

in borse di studio, assegni di maternità, buoni mensa, contributi sugli affitti, pensionistici o di accompagnamento, non avendone però il diritto. Sussidi che potevano e dovevano essere destinati ad altri soggetti. Le Fiamme Gialle hanno così scoperto decine di “falsi poveri”, i quali possedevano diversi appartamenti, e “finti ciechi” che addirittura guidavano le macchine, riparavano bici o facevano la spesa, muovendosi senza alcun accompagnatore. L’ultimo caso è avvenuto proprio a Lecce diversi giorni fa: l’uomo, dichiaratosi non vedente già da 19 anni, ma che in realtà svolgeva una vita del tutto normale sulla base delle riprese effettuate, ha percepito sino ad oggi un’indennità pensionistica e di accompagnamento di 112mila euro. Da una nota della Guardia di Finanza, sarebbero dunque 4.400 le persone denunciate per aver frodato le casse della previdenza sociale di oltre 48 milioni di euro. Tra questi, 270 stranieri, i quali, dopo aver ottenuto il ricongiungimento familiare con gli anziani genitori, avrebbero richiesto un assegno di mantenimento per poi rispedire gli stessi in patria, appropriandosi, complessivamente, di 6,2 milioni di euro. Un importo medio procapite che si aggira sui 23.500 euro. Due coniugi settantenni di Reggio Calabria, invece, percepivano l’assegno sociale pur vivendo in Argentina. Dai controlli sono emerse, inoltre, ben 612 persone che avrebbero continuato a percepire la pensione dei parenti congiunti nonostante risultassero defunti ormai da tempo. In questo caso, sono di oltre 3,7 milioni di euro le frodi accertate e 556 i truffatori scoperti tra Lecce e Palermo solo nello scorso mese. La situazione non è delle migliori neanche sul fronte dei “falsi braccianti agricoli”, coloro cioè che vengono assunti come stagionali nelle campagne per la raccolta dei prodotti ortofrutticoli, ma che al termine di questa maturano il diritto ad un’indebita indennità di disoccupazione. A frodare l’Inps, in tal caso, sarebbero state addirittura 3.222 persone, per le quali è scattata subito la denuncia: una truffa per oltre 19 milioni di euro. Un giro di “falsi ricorsi” dei braccianti è stato inoltre scoperto dalle Fiamme Gialle di Foggia. A gestirlo, 14 avvocati che, in 5 anni, avrebbero presentato decine di migliaia di “ricorsi fotocopia”, anche a nome di ignari braccianti, in alcuni casi addirittura deceduti, per ottenere rimborsi da parte dell’Inps, confidando nel fatto che lo stesso non avrebbe potuto verificare ogni singola posizione dato l’eccessivo numero dei contenziosi instaurati. Dopo questa inchiesta, il numero dei ricorsi è calato addirittura del 90%.