Solo sette paesi non hanno inserito l’obbligo di mettere le foto sui pacchetti oltre ai messaggi dissuasivi tra cui l’Italia

 Ogni anno nell’Unione Europea ben seicentocinquantamila persone muoiono per le conseguenze connesse al fumo. Secondo i più, è la prima causa di morte che può essere combattuta in maniera più efficace.
Da anni l’UE, seguita da gran parte dei Paesi membri, ha avviato una battaglia contro questo terribile vizio introducendo alcune misure che sono state introdotte in quasi tutti gli stati.
In particolare, è noto che su tutti i pacchetti commercializzati in Italia vi siano dei messaggi dal forte contenuto dissuasivo in ottemperanza della direttiva europea che vuole che ci sia almeno il 40% della superficie destinata a questo tipo di testi, anche se v’è da dire che il Belpaese è incluso nella lista degli ultimi sette – che scenderanno a sei visto che la Francia si sta già adeguando – che non hanno aderito all’invito, non obbligatorio, ad apporre immagini shock su tutti i pacchetti.
Giovanni  D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”  si chiede, quindi, quando il Nostro Paese si adeguerà a questa proposta, che non pesa per nulla sulle tasche dei contribuenti, che sì risulta non essere vincolante da un punto di vista legislativo, ma che comunque siamo certi potrà contribuire a portare un’ulteriore riduzione su scala globale del consumo di tabacco? O i nostri governi sono complici delle multinazionali del tabacco?

 

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