”Per quale motivo la Regione Puglia in tutti questi anni non ha messo in campo dei progetti specifici per gli immigrati?”. Se lo chiede Adriana Poli Bortone, senatrice e presidente di Io Sud, prendendo spunto dalla vicenda dello sfruttamento degli immigrati impegnati nella raccolta di pomodori e angurie

nei campi di Nardo’, in provincia di Lecce, e dalla visita di oggi degli assessori regionali Gentile e Stefa’no presso la masseria Boncuri, sempre a Nardo’. ”Considerato che il fenomeno non e’ del tutto nuovo per la Puglia – aggiunge la senatrice, firmataria di un disegno di legge per l’introduzione del reato di caporalato – la Regione ha perso tutte le occasioni per diventare un serio laboratorio di integrazione sociale”. ”Il paradosso – fa notare – e’ che, mentre un’amministrazione di centrodestra come quella di Lecce da me guidata, nel 2000 ha modificato, prima in Italia, il proprio statuto per inserire il 41esimo consigliere dando agli immigrati pari dignita’ partecipativa, l’amministrazione regionale di sinistra non solo non ha fatto nulla in questo senso, come proposi nel corso della passata campagna elettorale per le regionali, ma ha addirittura atteso che si creassero i conflitti e che si perpetrassero delle vere e proprie angherie ai danni degli immigrati prima che l’assessore Gentile si muovesse per constatare la situazione. Anche in questo caso insomma, sono i fatti quelli che contano, mentre la Regione, continua a preferire le parole”.

 

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