Il PremierA meno di 48 ore dal varo della manovra economica nel vertice di Arcore, si sono levati cori di indignazione anche in ambienti politici oltre che tra i cittadini medi, ancora una volta i più colpiti. A pagare il prezzo più alto sarebbero state le pensioni. Il condizionale è d’obbligo dal momento che già stamattina qualcosa è cambiato

 Salta infatti la norma sulle pensioni nella versione inizialmente prevista. Si discuterà domani, al termine del Consiglio dei Ministri, la questione che riguarda l’annullamento degli anni di Università e del Servizio Militare ai fini pensionistici. A destare più scalpore è stato tuttavia l’annullamento dei proclami dei primi di agosto che davano per certa l’abolizione delle province. Non s’ha da fare in quanto incostituzionale, dicono, è necessaria quindi una modifica della Costituzione e per il momento 50mila poltrone sono salve. E poco importa se i sindaci, di destra e di sinistra, marciano su Milano per far sentire la loro voce e il loro sdegno per i tagli del Governo che costringerà ogni amministratore a ridurre al collasso i servizi minimi per i cittadini.  Dall’opposizione si grida allo scandalo, esponenti di sinistra nazionali regionali e locali invocano una mobilitazione generale a sostegno delle fasce più deboli ulteriormente colpite. Di seguito le dichiarazioni di Losappio e Disabato

Losappio: “Dopo i Sindaci ora tocca ai lavoratori. In piazza il 6 settembre”

 “Saremo allo sciopero generale della CGIL contro la manovra Tremonti e le sue contorsioni – dichiara in una nota il Presidente regionale del gruppo consigliare Sel – In piazza, il 6 settembre a Bari, ci saranno con i lavoratori e il loro sindacato anche i consiglieri regionali di SEL che ufficialmente e senza ambiguità aderisce e sostiene lo sciopero.
Che credibilità può avere la politica economica di un governo che ha il record di sforamento della spesa pubblica e contemporaneamente il record di imposizione fiscale?
Che credibilità può avere un Ministro del Tesoro che rinnova e perpetua il patto scellerato fra governo ed evasori, gli unici davvero esentati perfino dal preoccuparsi di seguire i testa-coda del governo!
Che credibilità ha un governo che presenta al Senato una manovra e poi, a discussione iniziata, la cambia radicalmente con la riserva mentale di modificarla ancora con l’aumento dell’imposta sull’IVA per far quadrare i saldi?
L’unica cosa certa di questo provvedimento è la volontà di colpire le pensioni di anzianità e il pubblico impiego in una impostazione recessiva, di stagnazione – come denuncia Banca Italia -, che è al contempo inadeguata ed iniqua.
Tante buone ragioni, dunque, per manifestare con i lavoratori e con la CGIL”.

Disabato: neessaria una manovra condivisa con tutte le parti sociali

 “È una manovra che continua a non comprendere le reali esigenze del Paese, quella disegnata ieri dal governo nazionale. Si esprime così il capogruppo della Puglia per Vendola Angelo Disabato. Oggi Bankitalia la critica duramente e la Corte dei Conti la considera con effetti depressivi. È stata bocciata dai sindacati, da Confindustria e dagli enti locali.   È ancora una manovra tutta da rifare, non decide e colpisce i soliti noti, i lavoratori, le famiglie, i cittadini più poveri. L’abolizione delle province è stata rinviata a una modifica della costituzione, con i relativi tempi necessari. È peggiore della prima, aggredisce gli onesti che hanno assolto i loro doveri di cittadini italiani. È davvero ingiusto non computare a fini pensionistici chi ha assolto il dovere del militare e chi ha voluto emanciparsi con gli studi universitari.   La modesta riduzione dei tagli agli Enti locali non bloccherà lo sfascio del welfare, del quale a pagarne le conseguenze sono le fasce più deboli, quelle che hanno bisogno dell’assistenza socio sanitaria pubblica, di trasporti locali, asili nido e mense scolastiche. Invece i grandi cespiti patrimoniali, finanziari e scudati non sono stati toccati.  La vera lotta all’evasione fiscale non è contemplata. Insomma la stesura di ieri è quella di una manovra iniqua e inutile per la ripresa della crescita del Paese. Il mio auspicio è che sia accolto l’appello del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, di una manovra condivisa tra tutte le parti sociali e che   il governo nazionale, pertanto, confermi la disponibilità al dialogo con l’opposizione, le associazioni sindacali e datoriali e passi ai fatti, varando così un provvedimento più equo e solidale, che  dia  slancio all’economia del Paese”.   

Aduc. Non abbiamo parole

 Non abbiamo parole per definire il comportamento di questo governo sulla cosiddetta manovra economica bis, ter, quate… Un abile gioco delle
tre carte? Dilettanti allo sbaraglio? Il decreto legge in discussione al Senato e’ opera di un singolo ministro o e’ stato approvato dall’intero consiglio dei Ministri? E quando e’ stato approvato qualcuno ci ha messo il naso o il provvedimento e’ stato votato a scatola chiusa? Comunque sia la decisione e’ stata collettiva, almeno formalmente. Molti esponenti del governo e della maggioranza se la prendono con il ministro Tremonti? Perche’ mai?  Leggiamo sul sito dell'”Occidentale” che la manovra “si ricolloca nell’alveo valoriale del centrodestra”. La domanda sorge spontanea: chi aveva approvato la manovra? Un gruppo di incalliti socialcomunisti? Certe elucubrazioni lasciano esterrefatti. Vedremo come andra’ a finire perche’ l’iter parlamentare e’ appena iniziato. Certo e’ che la credibilita’ di questo governo ha raggiunto profondita’ abissali.

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