Non più inutili proclami di messa a regime, questa volta si parte. Lo conferma il presidente della Sgm Gianni Peyla dopo l’accordo con il Ministero sull’ennesimo slittamento

La metropolitana di superficie di Lecce sembra sia giunta al capolinea, di partenza si spera. L’opera che tanto ha fatto discutere negli ultimi 5 anni e che da intimazione del Ministero dei Trasporti doveva partire nel termine ultimo del 31 luglio, è stata prorogata per i primi giorni di settembre ovviamente del 2011. Lo assicura Gianni Peyla, che presiede la Sgm, società partecipata che si occupa del servizio di trasporti urbano cittadino. Raggiunto telefonicamente, Peyla declina le responsabilità circa l’ennesimo slittamento e precisa che di concerto con il Ministero si è stabilita la nuova data di messa a regime del Filobus. “Colpa dell’ATI che con il personale in ferie non può adempiere al pieno servizio”. L’ATI è la società, nata dalla fusione di Sirti e Imet, che si occuperà del servizio di manutenzione dell’opera. L’avvio della metropolitana, spiega Peyla, necessita di 16 prove che la Commissione incaricata dal Ministero dei Trasporti deve esaminare per la verifica del corretto funzionamento di mezzi e sottostazioni. Le prove avranno una durata variabile da 1 a 3 giorni, dopodiché si partirà con il presercizio. Altri 20-30 giorni di sperimentazione e verifiche sull’impatto ambientale e del traffico cittadino in seguito al quale il Filobus sarà finalmente a disposizione dell’utenza. E siamo ad ottobre.

D’altronde, la partenza è attesa su più fronti specie da quando, da interesse economico collettivo (sono stati spesi 13 milioni di euro che gravano sui cittadini) è passato ad interesse politico e motivo di confronti e scontri tra maggioranza e opposizione del governo cittadino. L’opera, infatti, sin dal suo concepimento, nella scorsa amministrazione guidata da Adriana Poli Bortone, è stata criticata e attaccata su più fronti creando dei veri schieramenti tra “progressisti” e “conservatori”, tra chi cioè riconosceva nella metropolitana di superficie un’opera degna di una città in linea con il progresso nei trasporti urbani di ultima generazione, e chi la considerava un’inutile spreco di finanza pubblica e di scempio ambientale. Ma questa è storia passata, oramai i pali e il reticolato elettrico sovrastano la città da anni, i soldi sono stati spesi, anche per i contenziosi che nel frattempo sono nati tra il Comune e  le società realizzatrici sui ritardi nelle consegne, tanto vale portare l’opera a regime e verificarne la funzionalità. Non è detto che, dopo tanto penare tra scontri politici e lotte a mezzo stampa,  Lecce non diventi una città virtuosa dal punto di vista dei trasporti urbani.

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