I Merkuriokromo sono un gruppo Rap-Rock/Rapcore italiano, fondato nel dicembre del 2006 dal rapper Strix (Giovanni Grasso) e dal chitarrista-cantante Kiwi (Stefano Bramato) provenienti rispettivamente da una crew hip hop e da un gruppo soft-rock.Nel Settembre 2008 si unisce al progetto il bassista Pablo (Paolo Innocente) e successivamente il chitarrista Slam (Matteo Russo) e alla batteria Raffaella Papa.

Partiamo dal nome del vostro progetto, perché “Merkuriokromo”?

Il nome Merkuriokromo nasce dalla fusione del termine “Mercurio”, messaggero degli dei nell’antica mitologia romana, in quanto le tematiche dei nostri testi aspirano a mandare un importante messaggio. “Cromo”, da mercurocromo, noto disinfettante, che simboleggia l’“effetto terapeutico” che esercita la musica nei nostri confronti. La sostituzione delle “c” con le “k” non ha rilevanza semantica ma puramente stilistica.

Una domanda per ognuno di voi: quali sono gli artisti che vi hanno segnato, che vi hanno portato a iniziare questa strada?

Strix: per quanto mi riguarda, il rap mi ha avvicinato alla musica, per cui Eminem su tutti, ma anche artisti come Fabri Fibra, Caparezza e in parte gli Articolo 31. Innegabile il mio lato rock che mi porta ad adorare gruppi storici come Black Sabbath  e Led zeppelin e artisti contemporanei come R.A.T.M (Rage Against The Machine) e Kid Rock.

Kiwi: i Blink 182 e Sum41 hanno accompagnato la mia adolescenza e mi hanno spinto così ad innamorarmi della chitarra, ma di certo Brian May dei Queen ha dato quel tocco in più nella mia vita musicale.

Pablo: ho potuto apprezzare il basso elettrico all’età di 9-10 anni grazie all’ascolto di strumentisti quali Jaco Pastorius,Marcus Miller e Victor Wooten. Con i Red Hot Chili Peppers poi ho avuto modo di avvicinarmi al genere musicale funky.

Slam: sicuramente Battaglia dei Pooh mi fece innamorare della chitarra a 10 anni, mentre lo ascoltavo durante un concerto, ma Slash dei mitici e vecchi Guns’n’Roses poi ha completato  l’ “opera”, senza tralasciare altri grandi artisti come Black Sabbath, Queen, Dream Theater, Velvet Revolver…

Raffaella: a partire dal pop-rock italiano, gli Stadio, i Pooh, Nannini, Rezophonic che hanno accompagnato e migliorato il mio percorso musicale  per aprirmi poi verso gli orizzonti stranieri come i Dream Theater, Tool, Yes che hanno contribuito a migliorarmi soprattutto sulla batteria.

Quali sono i vostri pregi e i vostri difetti artisticamente?

Un difetto potrebbe essere quello di avere tutti gusti musicali molto diversi e quindi è molto difficile riuscire a conciliarli , anche se poi si rivela, essere un pregio dato che siamo tutti molto aperti musicalmente e quindi riusciamo ad accettare le varie idee musicali. E questo ci diverte molto, soprattutto in fase di composizione, perché grosso modo riusciamo a soddisfare ogni “palato’’.

Qual è la canzone che preferite suonare e quella che riscuote più successo?

Non crediamo ce ne sia una in particolare per tutti, ognuno ha le sue preferite… Sicuramente “Liberi” è il nostro inedito più conosciuto e apprezzato, anche per via di Operazione Soundwave, ma singolarmente amiamo interpretare tutti i brani del nostro repertorio con la stessa passione.

Che cosa aspettarsi da un vostro concerto?

Di certo un repertorio completo e molto variopinto: ci piace molto alternare brani soft a brani più hard, testi ironici a testi profondi, voce rap a voce melodica…e tanto, tanto divertimento cercando di coinvolgere ogni fascia d’età.

Tra le vostre esperienze e partecipazioni, quali  ricordate con soddisfazione?

Nonostante i nostri cinque anni di vita musicale, prima da duo e poi da band e dopo qualche cambiamento di componenti, l’ultimo qualche mese fa, sono state poche le uscite live con l’attuale formazione, ma senza ombra di dubbio quella più soddisfacente è stata la partecipazione al “Terra Rock”, festival per gruppi emergenti nella terra di Carovigno, conclusosi con la nostra vittoria.

Ci volete parlare del vostro nuovo …Singolo Estivo?

Nasce dall’idea di farne una parodia dei brani commerciali creati a tavolino con l’unico scopo di farli diventare tormentoni ballabili o vendere quanto più possibile, cosa che a nostro parere trasforma la musica in business e non in voglia di trasmettere qualcosa nel modo giusto. Ovviamente la melodia orecchiabile del brano rappresenta una provocazione.

Che cosa dobbiamo aspettarci in futuro?

Innanzitutto punteremo a pubblicare un disco autoprodotto non più tardi dell’estate prossima, poi chissà…cercheremo di ambire sempre più in alto!

Siamo alla conclusione, grazie per il tempo dedicatoci. A voi l’ultima parola…

Cogliamo l’occasione per ringraziare come al solito tutti i nostri sostenitori, tutti coloro che credono in noi e nell’impegno che mettiamo in ciò che facciamo; grazie a voi lettori che avete perso un po’ del vostro tempo a leggere questa piccola intervista e naturalmente grazie a voi di corrieresalentino.it  per la disponibilità e l’occasione che ci avete offerto! Ne approfittiamo inoltre per lasciarvi i  nostri contatti ….

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