Niente di nuovo sotto il sole! E’ questa la frase con la quale  gli antichi romani solevano affermare che nulla era cambiato rispetto all’ordinario. Ma poichè la speranza è l’ultima a morire, ecco che ottomila spettatori, dimentichi di come i precedenti in tal senso siano stati ormai collaudati, si presentano in via del mare per vedere questa nuova squadra figlia di un nuovo tipo di gestione o, meglio, di autogestione.

Non voglio essere frainteso  perché chi è andato ha fatto certamente bene, anche un po’ alle casse societarie  costrette in autogestione, ma non deve scandalizzarsi più di tanto se il risultato non è stato pari all’attesa. Del resto, ho sempre avuto il convincimento che questa squadra quasi “snobbi” la prima partita ufficiale, quella di coppa, anche perché distratta dai peana che, giornalmente, vengono rivolti alla squadra in sede di preparazione dove i sei a zero o i sette a zero contro apprendisti stregoni sono all’ordine del giorno. Con avversari di così modesto valore tecnico ritengo che anche gli allenatori, anche i più abili, rischino di perdere di vista la realtà. Proviamo  un po’ a stare noi, anche per via dei capelli (pochi) bianchi, con un appoggio solido a terra.
L’attuale Lecce deve essere valutato all’esame campionato perché ritengo che si sia cambiato molto e, pertanto, ci vorrà un po’ di tempo; la squadra, inoltre per i motivi noti a tutti è stata fatta in economia sfruttando al massimo l’abilità diplomatica del direttore Osti che si è dovuto muovere in un contesto di prestiti, di giocatori abbisognevoli, forse, di rilancio, di vendite difficili da fare, di presunti tesoretti a cui attingere nei momenti di difficoltà tutti da verificare. Stando così le cose, è estremamente chiaro che l’umiltà di atteggiamento, di comportamento deve essere la stella polare di questa annata che potrebbe rivelarsi molto difficile; abbiamo,invece, sentito, letto roboanti dichiarazioni che non si attagliano alla caratura dei singoli componenti la squadra.
In assoluto, non sono pessimista, ma ritengo che questa sia una squadra costretta a navigare a vista così come lo fu, brillantemente, quella dello scorso campionato; si vede lontano un miglio che questa squadra non è completa, dal momento che aspetta il rilancio di un giocatore, fermo da due anni e per giunta infortunatosi in coppa, il rilancio di un altro centrale smarritosi dopo essere stato osannato al punto da pretendere la sua presenza in nazionale, il rilancio di un centrocampista di interdizione smarritosi quando avrebbe dovuto esplodere e, speriamo che non ci siano ulteriori rilanci da fare e che i vari Bertolacci, Strasser, Muriel, se verrà, Cuadrado possano dare quella ventata di gioventù e di voglia di fare in maniera da contagiare positivamente tutta la formazione. Speriamo anche che Piatti ci dimostri di essere un buon giocatore, così come speriamo che si risolva in qualche modo l’affare Cacia. Speriamo anche che Cipollini ed Osti, costretti a fare la caccia al tesoro, possano raggiungere l’obbiettivo.
Sarei curioso anche di sapere  a quanto ammonta la disponibilità di questa squadra per potersi autoamministrare, questo anche per dare ai due citati personaggi i giusti meriti che loro toccano dal momento che si muovono in un contesto difficile. Sarà la verifica sul campo l’esame per tutti, per il tecnico e per i giocatori, per i tifosi e per i mass media. Sarà di sicuro un anno difficile e non dovrà mancare alla squadra l’affetto ed il sostegno dei tifosi.
Personalmente risulto essere abbonato e con me anche un giovanissimo nuovo tifoso ( il mio nipotino di 10 anni) entrambi pericolosissimi ultras al punto da dover fare la “tessera del tifoso”. Ma mai come questa volta per il bene del Lecce “questo ed altro”!