Continua a Nardò, per il quarto giorno consecutivo, la protesta dei lavoratori stagionali, circa 100 immigrati africani, impegnati nei campi per la raccolta di angurie e pomodori. La loro protesta – riferiscono le forze dell’ordine che presidiano il luogo – e’ ”molto composta”.

L’iniziativa e’ finalizzata a denunciare i salari molto bassi, le tante difficolta’ che gli immigrati incontrano per potere lavorare e anche per denunciare l’infiltrazione di caporali e certi atteggiamenti di datori di lavori che sfruttano gli immigrati. Questi ultimi, con assemblee e dibattiti, stanno cercando di sensibilizzare l’opinione pubblica affinche’ vengano presi in considerazione i loro problemi. Gli immigrati ospiti della Masseria Boncuri hanno intrapreso ad oltranza questa sorta di “sciopero” della raccolta di pomodori e angurie, quindi, per dire basta a paghe da fame ed ai “caporali”. La protesta e’ nata subito dopo l’assemblea sindacale tenutasi sabato sera presso la masseria, con la Flai e la Cgil provinciale di Lecce. Gli immigrati – hanno chiarito ieri proprio la Flai e la Cgil – chiedono il rispetto della paga sindacale, tra i 6 e i 10 euro a cassone di pomodori, mentre ora per riempire un cassone di 100 chili vengono pagati 3,5 euro. In piu’ alla fine della giornata il ‘capo nero’ che li ha chiamati a lavorare – hanno denunciato ieri i sindacati – esige 3 euro piu’ 5 euro per il trasporto”. Una giornata di oltre 10 ore di lavoro sotto il sole, dunque, frutta agli immigrati lavoratori stagionali meno di 20 euro.

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