Rigenerazione urbana, il Comune di Lecce secondo in graduatoria per ciò che attiene ai progetti ammessi a finanziamento. Si tratta, in particolare, del Programma di rigenerazione urbana che attiene al bando regionale Asse 7 Azione 7.1.1 relativo alle città medio-grandi; un iter avviato da Palazzo Carafa nel 2008 con Documento

del Programma di Rigenerazione Urbana, appunto, frutto del lavoro sul campo che il Comune di Lecce, grazie al settore Pianificazione e Sviluppo territoriale (diretto dall’architetto Luigi Maniglio) ha compiuto in collaborazione con gli abitanti e 23 gruppi, tra formazioni spontanee e associazioni, del Quartiere Leuca, coordinate dall’associazione Laboratorio Urbano Aperto – Lua e Manifatture Knos.
“Abbiamo ancora una volta dimostrato la nostra capacità di intercettare, avvalendoci della competenza degli uffici di Palazzo Carafa e  delle professionalità di cui Lecce è ricca, finanziamenti in grado di cambiare il volto della nostra città.  Questo nonostante le difficoltà evidenti del momento, in parte causate dalla crisi generale, in parte causate dalle situazioni critiche che siamo stati costretti ad affrontare sin dal giorno del nostro insediamento”, rileva il sindaco Paolo Perrone.  “Un risultato tanto più gratificante in quanto ottenuto grazie alla concertazione con i residenti e con le associazioni presenti sul territorio, primi beneficiari degli interventi programmati”.

Nel Documento erano state individuate le direttrici degli interventi da portare a termine, tra cui quello in grado di riammagliare i “buchi” urbanistici presenti nella zona: ovvero la Rete ecologica, misura ideata per ridare continuità ad aree verdi e collettive del quartiere attraverso un sentiero urbano capace di mettere a sistema le vie di comunicazione preesistenti e quelle pedonali, in qualche modo incentivando residenti e privati A riappropriarsi della zona.   Il primo stralcio del progetto riguardava la zona compresa tra il futuro Parco delle cave di Marco Vito e Parco Tafuro, intervento che sarà messo in cantiere già a settembre, perché ammesso a un finanziamento dell’Area Vasta. Da lì la progettazione è ripartita per dare coerenza al tutto con il secondo stralcio, quello che collegherà la zona Parco Tafuro-via Leuca e da lì arriverà fino al Monumento ai Caduti e Porta San Biagio, ovvero 2 km di intervento che comprende il rifacimento totale di via Leuca, che diventerà un percorso di arrivo al centro storico, con il Monumento ai Caduti che diventa un piccolo parto e la piazza totalmente sottoposta a restyling. Poi, ancora, si passerà al recupero del Ninfeo delle Fate, sempre nelle Cave, che diventerà la “casa” del Parco, ovvero la sede delle associazioni che hanno lavorato al Programma di rigenerazione e il luogo in cui verrà raccolta tutta la memoria storica dell’intervento, con una mediateca, uno spazio eventi e laboratori.
Il tutto da realizzarsi con un finanziamento complessivo di 7 milioni di euro (4 per il progetto di via Leuca, 3 per il Ninfeo), che dovrebbero essere corrisposti in toto al Comune di Lecce, anche se adesso si apre la fase negoziale, alla fine della quale i progetti definitivi degli interventi, realizzati in collaborazione con i professionisti dell’associazione Laboratorio Urbano Aperto – Lua,  diventeranno esecutivi.

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