Starebbe indagando sull’ipotesi di riduzione in schiavitu’ la Direzione distrettuale antimafia di Lecce in relazione alle condizioni di sfruttamento in agricoltura degli immigrati stranieri in alcune aree del Salento. A quanto apprende l’Adnkronos l’inchiesta, affidata a uno dei sostituti della Dda, e’ in piedi da molto tempo, condotta in particolare

dai carabinieri dei Ros (Raggruppamenti operativi speciali) e sarebbe stata aggiornata con gli episodi denunciati dai braccianti stagionali negli ultimi giorni cui ovviamente e’ stata data priorita’. Molto suggestivo – si legge sul sito dell’Adkronos –il quadro che ne emergerebbe con collegamenti anche con altri territori del meridione d’Italia. I migranti, impegnati ad esempio nella zona di Nardo’ nella raccolta di angurie e pomodori, nei giorni scorsi hanno dato vita a diversi giorni di sciopero contro le paghe da fame e le condizioni di lavoro difficili. Tra le ipotesi di reato ci sarebbero anche quelle classiche su cui indaga solitamente l’Antimafia e cioe’ estorsione e minacce. Un’indagine simile sempre della Dda di Lecce aveva riguardato nei mesi scorsi il settore degli impianti fotovoltaici anche se il riesame aveva fatto cadere l’ipotesi della riduzione in schiavitu’, mantenendo in piedi le altre imputazioni

 

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