Alle 3 e 25, dopo otto ore ininterrotte, si è conclusa la quattordicesima edizione della Notte della Taranta. Anche per quest’anno grande successo di pubblico che ha gremito la piazza principale e le vie di Melpignano. In oltre centomila hanno cantato e ballato al ritmo della pizzica

Quando un semplice movimento artistico culturale nasce dal popolo per le strade e per le piazze di un territorio povero di risorse materiali ma ricco di tessuto sociale, quel movimento può crescere e trasformarsi in fenomeno. Un fenomeno che si palesa nello spettacolo di un festival itinerante in 12 tappe e culmina nel concertone finale della lunga notte della Taranta. Nata dalla cultura semplice e spontanea come esternazione di sentimenti attraverso canti, serenate e stornelli, la pizzica salentina è stata riscoperta nel tempo e tutelata nei contenuti nel rispetto di chi ci ha preceduto. E’ l’obiettivo anche di Ludovico Einaudi, maestro concertatore ma non solo, anche ricercatore e sperimentatore di brani della musica popolare salentina che ha magistralmente arrangiato e riproposto per la seconda volta in questa edizione 2011.

L’apertura dello spettacolo è stata caratterizzata da una carrellata di  brani che hanno segnato la storia del Paese nel ricordo dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Dal Nabucco a Miserere passando per un’insolito pezzo dello Zecchino d’Oro, tutto ciò che in musica ha contribuito all’identità nazionale.

E non sono mancati i momenti di commozione nel ricordare Uccio Aloisi al quale è stata dedicata un’intera sezione di brani da lui interpretati per anni sul palco di Melpignano. “Vorrei volare”, “Stornelli” e “Pizzica degli Ucci” cantate dalle voci dell’orchestra del maestro Einaudi e “contaminate” dalla musica di Ballakè Sissoko e la musica della kora.
Le note dei brani classici della tradizione popolare hanno echeggiato per ore a Melpignano, con l’emblema del morso del ragno che faceva danzare le sue vittime fino allo stremo delle forze mentre tutt’intorno si producevano i suoni ritmati di strumenti improvvisati.

Le “pizzicate” sono state protagoniste per decenni di racconti, tra realtà e leggenda, che coloravano le riunioni delle genti nelle calde serate estive. In quella dimensione è voluto entrare Ludovico Einaudi,  “un modo per mantenere viva la memoria del passato agganciandola a quello che ci offre il presente”, sentendosi “sempre più pizzicato”. Si è fatto “guidare” da Mauro Durante, tamburellista dell’orchestra della Notte della Taranta e figlio d’arte che ha assistito giovanissimo alla nascita del fenomeno seguito oggi in tutta Italia e in Europa come il più grande dei festival di musica popolare.

Anche per quest’anno il pubblico scatenato ma pacifico è stato più volte protagonista nei canti corali dei brani più conosciuti e apprezzati e il piazzale antistante dell’ex convento degli Agostiniani si è trasformato per ore in un palco che ha fatto ballare gli oltre centomila da 0 a 99 anni provenienti da ogni parte d’Italia e non solo. Sul grande palco della NdT si sono alternati ospiti internazionali e ballerini. Su Pizzica di Aradeo, insieme alle voci dell’orchestra, il solo dei Secret Tribe, su Rilollalla c’erano Justin Adams e Juldeh Camara. Ovazione per i Sud Sound System che hanno intonato insieme a Claudio “Cavallo” Giagnotti “Beddha Carusa. Sul gran finale, una bellissima versione di Kali Nifta e la partecipazione di tutti gli ospiti e i ballerini su Santu Paulu.

“Lo spettacolo siamo noi” ha commentato il vice presidente della fondazione NdT Raffaele Gorgoni, sono i salentini il calore, l’accoglienza, la fratellanza, l’unità tra culture diverse che da sempre contraddistingue questo popolo. Ed è quello che ha urlato dal palco di Melpignano, Ivan Sagnet, il giovane ingegnere africano portavoce dei lavoratori di Boncuri che lottano contro lo sfruttamento, i soprusi del caporalato e l’emarginazione. In un contesto tutt’attorno di scissioni e rotture, tra politica, economia e difficoltà del vivere quotidiano, c’è voglia di collettivismo, appartenenza e identità storiche.
E’ quello che ogni anno ci regala la NdT, un fenomeno tutto salentino, di un lembo di terra per secoli ai margini regionali e nazionali e che oggi offre identità culturale alla Regione e al Paese; un fenomeno oggetto di studi della prestigiose università Bocconi che lo ha definito, in termini economici, l’unico evento in Italia capace di produrre il 300% degli investimenti. Ma che in termini sociali e umani regala sensazioni ed emozioni impareggiabili attraverso l’unico strumento che accomuna tutti i popoli del mondo: la musica.

 

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