“Sono troppo poche le denunce per usura nelle province di Lecce, Brindisi e Taranto, l’anno scorso sono state meno di 10, il dato e’ preoccupante”, lo ha dichiarato il procuratore capo di Lecce, Cataldo Motta, durante la conferenza stampa di ieri per illustrate l’arresto dei fratelli Caroppo, considerati vicini alla Scu

e ritenuti responsabili di usura ed estorsioni aggravate dalle modalita’ mafiose, nonche’ di abusiva attivita’ finanziaria.
“Bisogna prestare particolare attenzione all’usura in questo momento di crisi economica – ha dichiarato Motta – perche’ e’ facile che gli imprenditori in difficolta’ chiedano aiuto”. A prestare i soldi, chiedendoli indietro con interessi altissimi, ha spiegato il procuratore, sono spesso esponenti alla criminalita’ organizzata che “utilizzano la forza di intimidazione derivante dalla loro partecipazione al sodalizio criminale di cui la gente ha paura”. Inoltre, ha aggiunto il magistrato, si sta diffondendo anche la cosiddetta “usura della porta accanto”, basata sui prestiti effettuati da vicini di casa, amici e parenti, ugualmente pericolosa ma “piu’ difficile da dimostrare”. Nel corso della conferenza stampa, Motta ha evidenziato anche il ruolo fondamentale svolto dalle intercettazioni nell’attivita’ investigativa culminata con gli arresti di oggi: “Dimostra ancora una volta che le intercettazioni sono uno strumento fondamentale per le indagini e che i progetti di riforma per ridurle possono dare colpi definitivi alla giustizia”

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

6 + sei =