L’eccezionale e purtroppo rimpianto Maestro Monicelli è l’autore di uno dei film più importanti della cinematografia italiana ed europea.
I Soliti Ignoti è la storia di un gruppo  di ladruncoli della Roma degli anni ’50 tra i quali Peppe (Vittorio Gassman), Tiberio (Marcello Mastroianni) il fotografo, il siciliano Michele (Tiberio Murgia) che veglia su sua sorella più piccola Carmela (Claudia Cardinale), il giovane Mario (Renato Salvatori) ed il sempre affamato Capannelle (Carlo Pisacane).

A questa allegra brigata si presenta l’occasione di far soldi in modo facile. Un colpo facile, facile alla cassaforte del monte dei pegni di Roma, sfondando la parete dell’appartamento confinante, dove lavora la signora Nicoletta (Carla Gravina), verso la quale si rivolgeranno le avances inutili di Peppe per cercare di convincerla a collaborare con loro.
Per attuare il colpo, il gruppetto di ladruncoli inesperti si rivolge anche ad uno specialista dello scasso, Dante Cruciali (Totò) con risultati tanto divertenti quanto catastrofici.
Nonostante il film abbia ben cinquantatre anni risulta ancora avvincente, e nonostante l’età anche moderno. E’ uno di quei film che, come pochi fino ad oggi, incollano lo spettatore alla poltrona  per due ore filate di proiezione.
I Soliti Ignoti è insomma quella rarità di film, che pur se di quando in quando, si affaccia nel cinema italiano, un film comico dove la comicità nasce dalle situazioni e dai dialoghi prima che dai lazzi di clown di professione. Come tale costituì una novità nella produzione dei suoi autori, o meglio un tentativo di far qualcosa di meno convenzionale e di più ambizioso.
Ma la principale scommessa vinta dai Soliti Ignoti fu la scoperta del registro comico di Vittorio Gassman ossia del sommo attore di teatro della sua generazione, al quale il cinema non aveva ancora trovato una collocazione adeguata.
Dai soliti Ignoti come prodotto registreremo ancora che la formula sarebbe stata ripresa con buon esito commerciale in un seguito, non indegno del precedente anche se diretto dall’esordiente Nanny Loy “Audace colpo dei soliti ignoti”.
La straordinaria capacità interpretativa dei personaggi è quello che consente il salto di qualità verso l’olimpo della cinematografia universale. Si parla spesso di commedia all’italiana riferendosi alla commedia sexy degli anni ’70, ma basta guardare  film come I Soliti Ignoti per rendersi conto che è questo il genere, tutto italiano che ha, grazie anche ad attori del calibro di Manfredi, Gassman, De Sica, Totò, Sordi e tanti altri che hanno contribuito all’ascesa della Commedia Italiana nel resto del mondo.

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