Frigole torna ad essere protagonista nel panorama nazionale della pesca sportiva ospitando il Campionato Italiano per Società di Pesca in Apnea. L’appuntamento è fissato per sabato 10 settembre (domenica 11 in caso di maltempo), quando circa 30 società italiane scenderanno nel mare cristallino

del Salento per tentare di conquistare il titolo italiano per Società in una competizione che è valevole anche per il Trofeo “Roberto Marcozzi” e l’aggiudicazione del Gran Trofeo Fipsas, assegnato alla Società che avrà vinto tre volte (anche non consecutive) la competizione italiana. Tra loro anche due società leccesi – la “Cis Atlantide” di Copertino e “I Corsari” di Martignano -, due di Brindisi ed una di Taranto.
Il Campionato, organizzato come sempre dall’ASD “Centro Blu Mare” di Lecce, è riservato alle società affiliate alla Federazione e composte da concorrenti in possesso della Tessera Federale, della Tessera Atleta, del certificato medico sportivo agonistico, del brevetto federale di pesca in apnea agonistica ed iscritti al Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, in base alla nuova regolamentazione in materia di pesca. L’unica eccezione riguarda il brevetto: chi non lo possiede potrà far parte comunque della squadra ma non potrà prendere parte attiva alla pesca.
I campi gara, principale e di riserva, sono stati sorteggiati lunedì pomeriggio e individuati in un tratto di mare compreso tra Frigole e Casalabate. Sono già stati delimitati da apposite boe e fino alle 18.00 di giovedì saranno a disposizione dei concorrenti per i sopralluoghi di preparazione. Durante la gara saranno presidiati da imbarcazioni che garantiranno la sorveglianza, la tutela ed il soccorso dei concorrenti stessi. Ogni società partecipa con una sola squadra composta da tre atleti, senza limiti di categoria, di cui uno in barca e due in acqua. Durante la gara i tre atleti potranno scambiarsi i ruoli, a patto di non trovarsi mai in acqua tutti e tre contemporaneamente. Il barcaiolo dovrà sempre controllare a vista gli altri due concorrenti che dovranno rimanere ad una distanza massima di 50 metri l’uno dall’altro ed essere dotati di boa di segnalazione. La formula di gara autorizzata, secondo quanto previsto dalla Circolare Normativa 2011, è “a nuoto”, ossia prevede che tutti gli spostamenti lungo il campo gara vengano effettuati a nuoto pinnato. La durata è fissata invece in un totale di 5 ore (dalle 8.00 alle 13.00), di cui 30 minuti a disposizione per effettuare eventuali spostamenti, che potranno essere messi in atto nei primi 15 minuti di gara o dopo le prime due ore e trenta.
Il peso minimo delle prede valide è fissato in 300 grammi, mentre il numero delle prede consentite è di 10 unità per specie o gruppo di specie. L’unica eccezione riguarda la specie Corvina, il cui numero massimo di prede consentite è di 5 unità. I limiti si riferiscono alla squadra e non ad ogni singolo atleta. È vietato pescare: tutte le specie anguilliformi e di cernia, i selacei (squali, razze), i cefalopodi (polpi, seppie, calamari), i batodei (rombi, sogliole), il pesce luna, il pesce balestra, il tonno rosso, la rana pescatrice e tutti i crostacei. Sono invece ammessi tutti i tipi di sarago, di cefalo, di tordo, di scorfano e di ricciola, oltre al sugarello, al pesce pilota e ad ogni altro tipo di carangide.
Sarà assegnato un bonus a chi cattura un dentice di peso non inferiore ad 1kg.

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