“allo specchio”: guardarsi allo specchio non per compiacerci come Narciso, ma per conoscerci  osservandoci; per ipotizzare motivi alla base dei comportamenti e delle modalità con cui ci poniamo in relazione con gli altri, con noi stessi, con gli oggetti; per comprendere il senso di alcuni modi di dire, di gesti e mimiche che esprimiamo, di posture che assumiamo.

Due “cervelli” due modi di pensare

Avete presente una noce? Il cervello umano è come una noce: due emisferi e un corpo calloso che li unisce. Pesa complessivamente 1200 grammi ( chi più chi meno) ed è composto di speciali cellule, dette neuroni, in quantità modesta… appena 100 miliardi…  (una lumaca ne ha ben 100.000). Funziona secondo un sistema elettrochimico, il che significa che si sveglia con impulsi elettrici e con impulsi chimici e sviluppa una potenza di  25 Watt.  Ha un numero enorme di connessioni tra i neuroni (10 alla 24 esima potenza – divertitevi a calcolarlo), supera, ancora oggi, il calcolatore elettronico più potente. Tra cento anni i calcolatori elettronici domineranno gli uomini che li hanno costruiti … ma questa  per ora è fantascienza.

I due emisferi sono anatomicamente simili. Possiamo pensare il cervello come formato a strati che rappresentano l’evoluzione del cervello stesso: uno strato profondo, che dirige le funzioni vitali quali la respirazione e il battito cardiaco, questo cervello dominava il mondo ai tempi dei dinosauri: è il cervello del rettile; uno strato intermedio, che governa le nostre emozioni, lo abbiamo in comune con i mammiferi; uno strato superiore, la corteccia cerebrale, che è la sede di tutte le funzioni mentali più sofisticate: linguaggi, memorie, intuizioni, pensieri, capacità di analisi e di sintesi.

Gli specialisti del cervello sono convinti che sappiamo ancora molto poco sull’organo più importante del corpo umano. Sappiamo che esiste un’ asimmetria funzionale degli emisferi per cui l’emisfero sinistro presiederebbe alle funzioni lineari, razionali, sarebbe la sede della memoria e dell’analisi, del ragionamento e della logica, del calcolo e della parola; l’emisfero destro presiederebbe alle funzioni globalizzanti, istantanee, sarebbe cioè la sede della sincresi e della sintesi, dell’intuizione, delle immagini e delle metafore. Gli studiosi chiamano pensiero convergente le capacità dell’emisfero sinistro e pensiero divergente quelle dell’emisfero destro.

Per ora mi fermo qui perché altrimenti il vostro emisfero destro si annoia. Troppe informazioni lo mandano in tilt non perché non sia in grado di sostenerle ( e poi se così fosse chiamerebbe in aiuto l’emisfero sinistro ) ma perché si spazientisce, lui come già detto, ha bisogno di sintesi, di immediatezze, deve intuire e si rompe le cortecce se qualcuno lo costringe ad analizzare e memorizzare. E poi mi fermo qui anche perché tutti e due i cervelli sono curiosi ( nella persona intelligente) e niente mantiene viva la curiosità come le informazioni date a poco a poco.

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