E’ stata fatta luce sul caso dell’omicidio della 88enne Anna Toraldo, avvenuto a Trepuzzi il 20 dicembre del 2010. Una morte che è apparsa fin da subito sospetta e che ha richiesto alcuni mesi di indagini per confermare le ipotesi degli inquirenti che sospettavano della nipote Anna Maria Toraldo, che assisteva l’anziana donna, assieme ad altri parenti e che è stata arrestata con l’accusa di omicidio preterintenzionale.

L’ipotesi delle forze dell’ordine è quello di un raptus di rabbia nei confronti della vittima, che già subiva maltrattamenti e che quel giorno del 20 dicembre sarebbe stata colpita più volte con un ombrello, fino a cadere al suolo e perdere la vita per asfissia causata dalle emorragie per i colpi.

 

L’anziana era invalida in quanto aveva difficoltà a camminare, per cui faceva uso di un girello e pare avesse problemi anche di udito e di vista, dovuti alla tarda età.
Stando alle dichiarazioni della nipote che affermava di averla trovata in casa ormai deceduta, l’anziana donna, doveva essere caduta dal girello accidentalmente ma quando il medico di base è giunto in casa per accertarsi del decesso si è insospettito e ha allertato i carabinieri.

Anna Tolardo era stata infatti già spostata su un lettino e coperta da un lenzuolo, pronta per la tumulazione ma ad una rapida occhiata il medico di base ha notato alcune ferite sul volto e sulle mani che erano state ripulite. Inoltre mentre sul girello vi erano ancora schizzi di sangue, sul pavimento non ve n’era alcuna traccia.

I carabinieri hanno così avviato una serie di indagini, di colloqui con i parenti e di intercettazioni ambientali e telefoniche, fino alla dichiarazione che la stessa Anna Toraldo ha fatto al fratello. Da sola ammetteva infatti di aver preso “a martellate con l’ombrello” la zia e che doveva confessare la colpa con la presenza del proprio avvocato. La donna ha poi confermato, dimostrandosi serena e perfettamente consapevole del reato commesso.

Ulteriori accertamenti sul corpo della vittima, hanno poi fatto presumere che questa già venisse picchiata regolarmente da chi la assisteva; il GIP Annalista de Benedictis, è infatti arrivata alla conclusione che la violenza non fosse finalizzata a causare la morte, per questo l’accusa al momento è di omicidio preterintenzionale. Le forze dell’ordine non hanno però escluso l’ipotesi di altri moventi ma questo si saprà soltanto nei successivi colloqui con la nipote della vittima.

E’ da accertarsi inoltre se Anna Toraldo abbia avuto un aiuto nella ricomposizione del cadavere, nei momenti successivi alla sua morte; i carabinieri infatti sospettano che qualche parente sia coinvolto e le ulteriori indagini faranno luce anche su questo particolare.

 

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