I servizi riabilitativi socio assistenziali e psichiatrici per le famiglie salentine con disabili a carico saranno assicurati. E’ questo l’obiettivo prefissato e raggiunto dalla Provincia di Lecce, che ha richiesto alla Asl la continuità nei servizi riabilitativi socio assistenziali per i pazienti dimessi in questi giorni, fino al momento in cui non entreranno a regime i Centri diurni per disabili degli Ambiti sociali territoriali previsti dai Piani di zona

Inoltre, l’Ente di Palazzo dei Celestini ha chiesto la riattivazione dei servizi riabilitativi psichiatrici, sospesi già dal mese di agosto. Entrambe le richieste sono state condivise e reiterate dagli Ambiti territoriali per i servizi sociali.

Si è tenuto, infatti a Palazzo Adorno durante il tavolo di Coordinamento sui “Centri diurni di riabilitazione”, voluto dal presidente della Provincia Antonio Gabellone e dall’assessore alle Politiche sociali della Provincia di Lecce Filomena D’Antini Solero. L’incontro ha visto la partecipazione del direttore amministrativo Asl Lecce Vito Gigante, del direttore Dipartimento riabilitativo Asl Lecce Francesco Farì, del dirigente medico responsabile presidio riabilitativo distrettuale di Lecce Maria Lucia Margiotta, del direttore Centro salute mentale di Nardò-Gallipoli Elio Serra, del sindaco di Poggiardo e presidente del Consorzio per i Servizi sociali Giuseppe Colafati, del sindaco di Galatina e presidente dell’Ambito di Galatina Giancarlo Coluccia. Ed ancora, i delegati ai Servizi sociali di Ambito Roberto Martella (Lecce), Lilly Villani (Galatina), Alessandro Costantini (Martano), Alessandra Schiavone (Campi), Giuseppe Fracella (Nardò), il responsabile Ufficio di Piano di Casarano Antonella Ferraro  e il direttore Ufficio di Piano di Poggiardo Rossano Corvaglia. 

In questa sede la Provincia di Lecce ha avanzato alla Asl la richiesta di continuità dei servizi riabilitativi prettamente socio assistenziali e quella di riattivazione dei servizi riabilitativi psichiatrici.

“Si tratta di servizi, quelli riabilitativi, che garantiscono percorsi di assistenza alla persona per il recupero delle abilità”, spiega l’assessore Filomena D’Antini Solero. “Percorsi che, alla luce della ridefinizione dei centri diurni di riabilitazione in ambulatori di riabilitazione funzionale, finalizzati alla sola sanitarizzazione e alla luce della sospensione dei centri riabilitativi psichiatrici, rischiano di non dare più risposte alle famiglie che dovranno farsi carico senza i necessari supporti di assistenza sociale e sanitaria ai disabili”.

“Nella provincia di Lecce”, ricorda l’assessore D’Antini, “insistono 6 centri di riabilitazione psichiatrica: Lecce, Lequile, Strudà, Campi Salentina, Galatina e Nardò. In essi venivano seguiti con attività giornaliere 20 utenti ciascuno. Con delibera del direttore generale dell’Asl, le attività sono state sospese il mese scorso, senza alcuna previsione di riattivazione del servizio. Pertanto, la Provincia ha chiesto chiarimenti sulla riattivazione e sul nuovo Piano di funzionamento dei centri”.

“Nel corso dell’incontro i rappresentanti della Asl hanno assicurato anche la riapertura dei centri riabilitativi psichiatrici, riapertura che dovrà avvenire durante  la seconda metà del mese di settembre”, spiega ancora l’assessore, “le cui attività saranno svolte da tre o quattro unità interne alle Asl, individuate tra personale sanitario, socio sanitario ed educativo, alle quali andranno ad aggiungersi ulteriori unità operative esterne, che attiveranno un totale di 23 laboratori di diverso livello da svolgersi nei 6 centri diurni.”.

 “Le attività presso i centri riabilitativi psichiatrici e socio assistenziali rappresentano un punto forte per garantire il raggiungimento dell’equilibrio psico fisico di numerosi ragazzi e adulti che, sino ad oggi, li hanno frequentati. Con la ripresa delle attività lavorative, per molte famiglie che usufruivano dei centri si presenta una difficoltà sostanziale nel gestire e contenere i disagi delle persone con disabilità. E’ dunque impensabile l’assenza di attività di supporto quali sono quelle dei centri diurni riabilitativi”, conclude Filomena D’Antini Solero.  

 

 

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

4 + 7 =