Quattro, più tre, più tre aveva fatto zero per due volte; quattro più due più tre, più uno, fa due: due a zero, appunto ! “Bologna la dotta” subisce oggi una lezione per mano di un Lecce che ha fatto tutto per bene, dall’inizio alla fine.

Si comincia con una “superoccasione”, un regalo di Tomovic, che Acquafresca non sfrutta a dovere, complice un intervento super di Julio Sergio. Per i giallorossi è come una scossa che provoca la immediata reazione con Quadrado subito sugli scudi. Entrare nell’area rossoblu è sempre impresa ardua, ma si vede un Lecce finalmente geometrico e arcigno.
18°; fallo di Esposito su Acquafresca; il collaboratore sbandiera ignorando il concretizzarsi di un pericoloso vantaggio per il Bologna, ma subito si scusa con un onestissimo “ho sbagliato io”. Il Bologna si regge sulla grinta muscolare di Mudingay e su qualche intenzione di Marco Di Vaio rimasta tale, il tutto a debita distanza dai sedici metri di Julio che il miracolo lo concretizza al 30° annullando un ravvicinato colpo di testa di Acquafresca: il portierone salva per  la seconda volta la sua squadra.
Cinque minuti più avanti Pasquato disegna una traiettoria a giro sfiorando il secondo palo di Gillet: è il preludio al gol manovrato tra Quadrado e Di Michele e concretizzato da Giacomazzi, vivo sulla respinta di piede di Gillet.
Questo Quadrado che finalmente gioca per il collettivo è oggi il vero portabandiera della squadra giallorossa: gioca uno spropositato numero di palloni con una percentuale di errore molto prossima allo zero, pochi fronzoli e molta sostanza; Gianni Morandi, in tribuna, cerca disperatamente un microfono per dedicargli “in ginocchio da te”.
Il Lecce continua a funzionare bene anche in avvio di ripresa: tiene sulla corda i felsinei elevandone il tasso di preoccupazione che a fine partita li porteà tutti in meditazione  . . . . sulla Torre degli Asinelli. Piatti, sorprendentemente votato anche alla muscolarità, si incarica di annullare Diamanti con ottimi risultati.
Attenzione ancora a Quadrado al 15°: se ne va palla al piede per una quarantina di metri, nessun avversario riesce a disinnescarlo ed egli offre a Di Michele la palla del raddoppio; re David indugia, cerca la preziosità, ma provvidenzialmente arriva Grossmuller che insacca a fil di palo. E’ il gol che fissa il risultato finale e allora, almeno per una volta, azzardiamo le pagelle: sufficenza piena per tutti, otto abbondante a Julio Sergio e un dieci tondo tondo (l’undici non è previsto) a Quadrado; che bel giocatore questo Quadrado: grinta, tecnica, velocità, palleggio e fantasia; un puledro di razza, un repertorio da almanacco ! ! !
Il risultato finale ci sta tutto, il Bologna non ha scusanti se non quella di aver incrociato oggi un avversario che lo ha sovrastato quanto a lucidità, trame e grinta. Eusebio è intelligentemente tornato sui suoi passi, ha chiuso le pagine dell’integralismo “quattrotretresco” ed è arrivato il risultato pieno, e con esso anche il conforto di una squadra finalmente squadra.

CONDIVIDI