“Chiarire quale visone strategica abbia la Regione Puglia e quanto voglia realmente investire su un comparto, quello della comunicazione all’interno delle ASL pugliesi, in funzione di un rafforzamento del principio della trasparenza, accesso e integrazione della conoscenza tra gestione pubblica e cittadino”.

Questo l’obiettivo della interrogazione presentata dal Consigliere regionale, Antonio Buccoliero presidente del gruppo consiliare dei Moderati e Popolari, al Presidente della Giunta regionale, Nichi Vendola ed all’Assessore alle politiche della salute, Tommaso Fiore.
Di seguire il testo dell’interrogazione.

INTERROGAZIONE URGENTE A RISPOSTA SCRITTA
ex art, 56 Reg. interno Cons. Regionale

OGGETTO:  “Strutture della Comunicazione” delle ASL pugliesi.

PREMESSO CHE

* il ruolo e le funzioni delle Strutture della Comunicazione all’interno degli Enti ed Istituzioni Pubbliche è stato delineato e precisato negli anni, attraverso vari interventi legislativi;
* le prime funzioni attribuite sono state quelle di garanzia dell’attuazione del diritto di accesso e trasparenza del cittadino utente riconosciuto dalla legge 7 Agosto 1990 n. 241 e successivamente il decreto legislativo 3 Febbraio 1993, n. 29 e il decreto legislativo 30 Marzo 2001, n. 165 hanno previsto ulteriori funzioni legate alla promozione della partecipazione del cittadino alla organizzazione ed alle scelte della Pubblica Amministrazione, attraverso la collaborazione con l’associazionismo, la sua tutela, al diritto all’informazione e comunicazione, alla rilevazione della soddisfazione della qualità percepita;
* la circolare del Ministro per la Funzione Pubblica del 27 Aprile 1993 in attuazione del citato decreto legislativo 29/93 (Istituzione dell’Ufficio per le Relazioni con il Pubblico e disciplina delle attività di comunicazione di pubblica utilità) stabilisce che: “L’ufficio per le relazioni con il pubblico è istituito come Unità Organica centrale con funzioni di promozione, programmazione, organizzazione e coordinamento” ed inoltre, per quanto concerne la “Struttura dell’Ufficio”, prevede “due distinte aree di attività fortemente integrate”, inoltre “ad esso è preposto un dirigente appartenente al più elevato livello previsto dall’ordinamento dell’Amministrazione, al quale è affidata la responsabilità di organizzare, con carattere di forte sinergia e integrazione, l’attività delle “aree” in cui si articola l’Ufficio”;
* i più recenti interventi legislativi sono quelli della Legge 7 Giugno 2000, n. 150 (Disciplina delle attività di informazione e di comunicazione delle pubbliche amministrazioni) e del D.P.R. 21 settembre 2001, n. 422 (Regolamento recante norme per l’individuazione dei titoli professionali del personale da utilizzare presso le pubbliche amministrazioni per le attività di informazione e di comunicazione e disciplina degli interventi formativi), che hanno disciplinato tutta l’attività di Informazione e Comunicazione Istituzionale ridefinendo i compiti dell’Ufficio per le Relazioni con il Pubblico, dell’Ufficio Stampa e del Portavoce, e, in attuazione delle suddette normative, la Direttiva del Ministro del Dipartimento della Funzione Pubblica del 7 Febbraio 2002 (Attività di comunicazione delle pubbliche amministrazioni) prevede un raccordo tra i segmenti di comunicazione attivati tramite forme organizzative di coordinamento delle attività;

CONSIDERATO CHE:

* un elevato numero di Strutture di Comunicazione ed Informazione Istituzionale negli Enti erogatori di servizi pubblici non sono state ancora organizzate in ottemperanza della normativa vigente;
* negli Enti dove, invece, si è proceduto all’applicazione completa delle norme, non sempre l’assegnazione degli incarichi è ricaduta su soggetti in possesso delle competenze e dei titoli previsti dal regolamento di attuazione n. 422 della stessa Legge 150/2000;
* nella Aziende Sanitarie il ruolo degli uffici preposti alle attività di Informazione e Comunicazione Istituzionale hanno una forte valenza strategica ed una duplice funzione:

1)     la Comunicazione ed Informazione Sanitaria, incentrata principalmente sui servizi e sulle prestazioni a tutti i livelli dell’assistenza (prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione);
2)     Comunicazione ed Informazione per la Salute, elemento costitutivo e leva strategica della politica di promozione della Salute secondo le indicazioni dei Piani Sanitari Nazionali e di razionalizzazione della spesa finalizzata al risparmio economico;
In molte Aziende Sanitarie, particolarmente nella Regione Puglia, in applicazione del Documento di Indirizzo Economico Finanziario 2010-2012, si sta procedendo alla declassificazione delle Unità Operative Complesse “Struttura della Comunicazione ed Informazione Istituzionale”, trasformandole in Unità Operative Semplici Dipartimentali. Depotenziando e riducendo così l’alto valore, anche funzionale, che illuminati legislatori, negli anni, hanno voluto attribuire agli Uffici per le Relazioni Pubbliche, portavoce delle istanze, bisogni, problematiche e volontà dei cittadini-utenti,
l’interrogante chiede al Presidente della Giunta Regionale ed all’Assessore alle politiche della salute di far conoscere se, alla luce della normativa riportata in premessa:

* non ritengano di dover intervenire, nell’ambito delle proprie competenze, al fine di:

1)     far applicare le norme in vigore (Legge 150/2000) e rimuovere le disparità esistenti nella classificazione delle Strutture di Comunicazione ed Informazione Istituzionale delle Aziende Sanitarie, situazione in grado di creare, peraltro, incomprensibili sperequazioni tra i lavoratori del settore;
2)     favorire la omogeneizzazione unica delle strutture dedicate alla Comunicazione ed Informazione Istituzionale pubblica, prevedendone la organizzazione in Unità Operative Complesse, dirette da un Dirigente appartenente al più elevato livello previsto dall’ordinamento dell’Amministrazione di appartenenza (circolare Ministro Funzione Pubblica n. 17/93).

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