A quanto pare, nessun pericolo per le regioni italiane dall’Umbria in giù e quindi respiro di sollievo soprattutto al Sud, che non verrà interessato dalla caduta dei pezzi di un satellite “impazzito”, che tra le 17.30 di oggi e le 5.00 di domani mattina, dovrebbero atterrare di malagrazia dallo spazio sui cieli italiani. Almeno questa è la prospettiva.

Gli stessi scienziati hanno affermato che la certezza si potrà avere “solo un’ora e 40 minuti prima dell’impatto al suolo”.
E allora, occhi puntati all’insù anche qui in Puglia? C’è da chiederselo.

Il satellite è andato distrutto a causa di un impatto con i detriti di un altro satellite, distrutto anni fa. Era in orbita da più di 20 anni e il suo compito era quello di raccogliere dati sulla fascia di ozono che protegge il pianeta dai raggi ultravioletti. Ora va in pensione e si spera non faccia un’uscita “col botto”, come si suol dire.

La protezione civile è stata allertata nelle regioni dove è più probabile che cadranno i pezzi che con l’impatto dell’atmosfera si disperderanno a raggiera e cadranno chissà dove. Maggiore attenzione quindi per Val d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli, Liguria ed Emilia Romagna.

L’imperativo è di non esporsi troppo ai luoghi aperti, di evitare le strade cittadine e di rimanere in casa. Attenzione anche ai solai e ai piani alti: in caso di pericolo, fermarsi sotto architravi e zone di angolo delle proprie abitazioni.

Nonostante i tanti punti interrogativi, è impensabile pensare ad un’evacuazione, perché come ha affermato il capo della protezione civile nazionale, Franco Gabrielli, “è impossibile far evacuare 20 milioni persone.”

Qualche accortezza insomma, per questa notte insolita e occhio alle scie luminose nel cielo: questa volta non saranno stelle cadenti.