Finalmente, dopo tante chiacchiere più o meno giuste, torna il campionato giocato sul campo. Indipendentemente di chi abbia ragione nella diatriba fra Lega ed AIC, credo che il tutto sia stato quasi una trovata pubblicitaria per tenere desta l’attenzione…

Non voglio entrare nel merito del problema o dei problemi che hanno portato i calciatori ad esercitare un nobile diritto che è quello dello sciopero, so solo che, da tifoso, lo giudico assolutamente pretestuoso ed inopportuno anche perché, sempre a mio parere, tra i due articoli  (il 4 ed il 7) mi sembra che i calciatori siano insorti solo in merito al  4 (contributo di solidarietà)  lasciando invece, il 7, alla contrattazione ed alla decisione il 30 giugno del prossimo anno; come dire: della rosa allargata “non ci interessa molto ma ci interessa di più il nostro emolumento.
Questo, come tifosi, lo sapevamo ma è stato un bene che i calciatori ce lo abbiano ricordato cosicchè anche noi si possa essere più sobri nei giudizi e negli entusiasmi verso questa che è una vera e propria casta che tiene in ostaggio anche avveduti presidenti. Questi ultimi, però, è bene che non si chiamino fuori perché l’impressione che si è avuta è che anch’essi marcino in modo sparpagliato e funzionale solo ai loro interessi privati ed anche extracalcistici. Ai presidenti delle grosse squadre che hanno voce in capitolo in Lega, era conveniente avere ulteriori 15 giorni di tempo per migliorare la preparazione e si sono avvalsi di tutti i cavilli per ottenere la dilazione conveniente a tutti; forse è stato conveniente anche per i tifosi che vedranno in campo le squadre con l’organico previsto e non con l’organico in via di completamento.
Come ho già detto, sarebbe opportuno che tutti tenessimo in massimo conto lo sgarbo che ci è stato fatto; cerchiamo di esser giudici sereni di uno spettacolo che ci viene proposto premettendo anche, che se detto spettacolo non è gratificante, si ha tutto il sacrosanto diritto e, dopo lo sciopero, aggiungerei il dovere, di protestare verso questi “prestatori d’opera ben retribuiti”. Anche i presidenti tengano conto che, dietro una squadra di calcio, non c’è soltanto la mera proprietà, ma c’è anche l’affetto e la passione di centinaia o migliaia di tifosi, specie i più giovani, che danno l’anima. Credo che questo comincino a capirlo e, pertanto, veniamo al calcio giocato.
Il Lecce si è rinnovato moltissimo, ha ben 11 giocatori molti dei quali buone promesse calcistiche; sembra essere ben  fornito in ogni settore del campo e di questo va dato ampio riconoscimento al lavoro del d.s. Osti che, con il nulla in mano (vds. quattrini) ha messo a disposizione del tecnico un buon organico, almeno sulla carta. Va da sé che sarà importante verificare quanto questi giocatori siano “funzionali” all’esigenza della squadra, perché non conta solo essere bravo ma conta anche essere motivato e posizionato nel ruolo giusto. Mi auguro che il tecnico scelga sempre in maniera assolutamente autonoma e senza pressioni indebite dall’esterno perché questo sarà un campionato di transizione, con tutte le insidie che l’autogestione nasconde, dal momento che i nostri giocatori sono tutti prestiti destinati ad una rivalutazione che li riporterà nelle società proprietarie al termine del campionato; non avremo più il sostegno del vivaio locale, o quanto meno non lo avremo subito,  ma se ci salveremo avremo un secondo “tesoretto” al termine del campionato che, speriamo non si volatilizzi dal momento che ci è stato detto,fino a pochi giorni fa, che Osti, in questa campagna rafforzamento, ha dovuto fare i salti mortali  perché  sprovvisto della vile moneta; solo mantenendo una disponibilità certa si potrà essere in grado di autogestirsi.
Tutti ci danno come una buona squadra alla quale bisogna credere. Anch’io ci credo e mi sono abbonato unitamente al mio nipotino di 10 anni. Per amore del Lecce abbiamo soprasseduto al fatto di essere considerati entrambi pericolosi ultras dal momento che abbiamo dovuto dotarci di tessera del tifoso. Ma tant’è, questa volta vogliamo contribuire all’autogestione della squadra, sperando anche che la proprietà, che nessuno contesta ma che si è  “chiamata fuori”, se ne stia anche un po’ defilata.

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