Riferendosi alle antiche abbazie o badie, un antico detto così recitava: “casa mia, casa mia, per piccina che tu sia, tu mi sembri una badia” a voler rappresentare l’abbondanza e la serenità. Sembra che questo non possa assolutamente essere preso in considerazione dal Lecce per il quale la “casa” sembra stia trasformandosi in un incubo.

Fuor di metafora, se nelle tre partite casalinghe (Crotone, Udinese ed Atalanta) non si è fatto lo straccio di un punto, qualche cosa di strano ci deve essere assolutamente. Se con il Crotone ci si attaccava alla più avanzata preparazione, sul piano fisico, della squadra calabrese, se con l’Udinese ci si poteva attaccare alla maggiore caratura tecnica dell’avversario che ha sfruttato al meglio il fattore “caldo afoso”, con l’Atalanta trovo difficile trovare attenuanti se non quella, del tutto risibile del rigore, peraltro giusto, subito al primo minuto di gioco e con bel altri 90 e più minuti da giocare. Inoltre, a non trovare ulteriori scusanti, si veniva da un’ottima prestazione esterna contro una squadra pari grado. Forse quella vittoria di tre giorni fa, ha fatto perdere il senso del reale a molte persone ed anche a molti calciatori; quando si arriva a scrivere e dire, da parte di autorevoli addetti ai lavori, che in molte occasioni sembrava di vedere il “magico Barcellona”, allora, o si ignorava completamente questa corbelleria calcistica, cosa fatta dal sottoscritto, o bisognava immediatamente chiamare il 118 per gli accertamenti del caso.
Chi ha avuto la bontà di leggermi, potrà riconoscere che ho titolato il pezzo “PIEDI A TERRA!!!”, spiegando anche i motivi per i quali, a mio modesto parere, non bisognava esagerare con l’entusiasmo perché questo avrebbe potuto incidere negativamente sui calciatori, molti dei quali non tengono i piedi a terra e sono sicuramente influenzabili dagli organi d’informazione. In merito alla partita di mercoledì sera, ho letto che il Lecce è stato estremamente sfortunato, perché ha dominato, specie nel primo tempo, un avversario visibilmente intimidito.
Intendiamoci sul concetto di sfortuna: se per sfortuna si intende non tener conto dei propri errori, smanacciare palloni o dare pedate a casaccio, provocare rigori evitabilissimi, o lasciare su un calcio d’angolo, procurato da un liscio difensivo, un uomo abbastanza abile come Denis in grado di battere quasi solo, allora siamo d’accordo, ma se per sfortuna si intende una pressione costante, paratone del portiere avversario, pali e traverse e tante situazioni favorevoli, ebbene non mi sembra che questo riguardi il Lecce; non una delle situazioni di cui sopra ha minimamente interessato la squadra. Se poi si pensa che basti il possesso palla a giustificare la prestazione, allora il calcio è un’altra cosa e ce lo ha insegnato il Milan a Barcellona dove sembrava essere intimidito dallo straordinario titic-titoc dei catalani, ma è stato in grado di fare due reti ed uscire imbattuto. Non è che poi la panacea di tutti i mali sia il palleggio ossessivo, perché se non hai un Messi che improvvisamente sfrutta l’occasione che si può essere creata, puoi anche essere ripetitivo.
Il Lecce ha fatto tantissimo titic-titoc ma non ha mai affondato anche perché, i bergamaschi li aspettavano tutti dietro la linea della palla e ripartivano con qualche contropiede molto pericoloso. E’ vero che, poi, è stato più difficile giocare quando si è rimasti in dieci, ma non è che nel secondo tempo e fino al momento dell’espulsione il Lecce abbia fatto molto, anzi, fra i due tempi si è assistito ad una involuzione della manovra che ha lasciato abbastanza perplessi.
Qui non si vogliono attribuire responsabilità specifiche a chicchessia, ma si vuol solo chiarire che il gioco occorrente per una squadra che lotta per la salvezza passa anche da una maggiore determinazione, grinta, coraggio nei tackels, meno teoria e molto più pratica; servono meno Baggio e più Gattuso, io almeno la penso così.
Per fortuna, siamo solo all’inizio e c’è, sicuramente, tutto il tempo per apportare correzioni e per continuare in umiltà evitando assolutamente le esaltazioni pericolose. Se la sconfitta con l’Atalanta ci può servire a migliorare, ebbene sia la benvenuta a patto che si possa anche infrangere questo tabù casalingo che lascia perplessa tutta la tifoseria.

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