Il giudice di sorveglianza di Lecce ha condannato l’Amministrazione penitenziaria a risarcire un detenuto tunisino, in carcere per furto aggravato, per il ”danno esistenziale” provocato dal sovraffollamento della sua cella.

In base alla denuncia del legale Alessandro Stomeo, il detenuto e’ costretto a stare in una cella di 11,50 metri quadrati con altre due persone, dormendo su un letto a castello di tre piani in cui l’ultimo si trova a 50 centimetri dal soffitto e con servizi igienici precari. Nella cella puo’ starci solo una persona. L’Amministrazione e’ stata condannata ad un risarcimento di 220 euro. Non e’ tanto la cifra che rileva, secondo gli addetti ai lavori, quanto il fatto che per la prima volta un giudice ”condanna” il sovraffollamento delle carceri come quella di Lecce dove la capienza ufficiale e’ di 700 detenuti ma ne sono presenti il doppio. Altri ricorsi analoghi sono pendenti perche’ e’ stata presentata una ”class action”.