Si è chiusa ieri sera in gran bellezza, Estate Mediterranea, la rassegna di eventi artistico-culturali che hanno accompagnato nei mesi estivi i cittadini leccesi e lo ha fatto con ”Medea. Il Mito”.

Nel teatro romano, meglio conosciuto dai leccesi come il “teatro greco”, è andata in scena col il testo originale dell’autore greco Euripide, la tragedia della moglie di Giasone, ripudiata e istigata alla vendetta.

Un progetto che nasce come laboratorio teatrale del Paisiello di Lecce, sul coro delle donne di Corinto a cura di Carla Guido, l’attrice di origini salentine già conosciuta per molti dei suoi lavori di teatro e che ha svolto il ruolo di coach per gli attori che hanno girato il film “Mine Vaganti”, al fianco del regista Ferzan Ozpetek.

Carla Guido ieri sera ha interpretato magistralmente la passionale e barbara Medea, nipote di Apollo e della Maga Circe, che secondo il mito, tradì la sua famiglia di Colchide, per rubare il Vello d’Oro e fuggire con l’amato Giasone che viaggiava con gli Argonauti.

Divenuta sua sposa e andata a vivere a Corinto, viene però ripudiata da Giasone che vuole risposarsi con Glauce, la figlia di re Creonte. E’ qui che la tragedia esplode, Medea pazza di rabbia, sentendosi tradita e umiliata, ordisce la sua vendetta.

Fa recapitare attraverso i figli, un peplo e una corona d’oro alla figlia del re, che però si rivelano intrisi di veleno.  Glauce muore tra atroci sofferenze causate dal sostanza letale e con lei anche il padre Creonte, giunto a soccorrerla.

La vendetta di Medea non si ferma qui però, e nel culmine della sua follia e passionalità, uccide di suo pugno anche i figli, per evitare che paghino le colpe sue e del loro padre e per impedire a Giasone di avere una discendenza.

Quando l’uomo accorre in cerca dei suoi figli, per fuggire con loro prima che si abbatta la vendetta della famiglia di Creonte, scopre l’amara verità e mentre Medea fugge verso Atene con il carro del dio Sole, Giasone la maledice davanti ai corpi straziati dei figli.

Qui si chiude la tragedia portata in scena da Carla Guido, che ha visto la partecipazione anche di altre figure note nel mondo dell’arte: Massimo Wertmüller (nei ruoli di Creonte, Egeo e il messaggero), Carla Guido (Medea), Dario Oppido (Giasone), Ivan Raganato (pedagogo), Alessia Bernardini (nutrice).

“In Medea convivono forze e pulsioni contrapposte: la razionalità e l’irrazionalità, l’amore e l’odio, il nero e il bianco. Medea, è il simbolo del mancato riconoscimento e uccide per affermare se stessa e la sua storia, che non ha dimenticato.” Afferma la Guido, che ha perfettamente interpretato questi contrasti, incantando un pubblico che ha riempito l’intera platea del teatro e che ha applaudito a lungo, alla fine della rappresentazione.

La tragedia di Euripide resta nel cuore, perché nonostante sia stata scritta ben duemilacinquecento anni fa, resta sempre attuale. L’amore tradito, l’infanticidio, il perenne conflitto di idee e la diversa prospettiva della vita tra l’uomo e la donna. Sono temi quanto mai attuali che sopravvivono ai secoli, tanto fa farci accapponare la pelle, quando Medea grida la sua vendetta; e che poi lasciano spazio alla riflessione, quando il sipario si chiude o meglio, quando le luci si spengono e gli attori lasciano il palco.