Domenica 20 agosto, dopo una discreta colazione nella piazza de l’horloge di Avignon, a base di croissant, succo di frutta, mezza baguette con burro e marmellata ed una bevanda a scelta fra caffè, cioccolato o cappuccino, eccoci in macchina in direzione di Carcassonne.

Attraversiamo velocemente la Provenza occidentale, passando accanto al Pont sur Gard, i resti dell’acquedotto romano a due piani che attraversa il Gard, l’affluente del Rodano, quasi fosse un ponte, quindi prima di Nimes imbocchiamo l’autostrada in direzione della Spagna. Per circa trecento chilometri sfilano davanti ai nostri occhi i cartelli di siti come Montpellier, Bezièr, Narbonne, città romana ed antica capitale della Gallia Narbonense, ricchi di storia ma anche tristemente famosi per i saccheggi, gli eccidi ed i danni materiali e morali subiti durante la cosiddetta crociata contro gli Albigesi.
La campagna della Langue d’Oc – Roussillion è splendida, ricchissima di vigneti ad alberello, alternata a zone boscose più selvagge, specialmente man mano che ci si avvicina verso i Pirenei. Finalmente intorno alle 13,00, usciamo dall’autostrada ed entriamo a Carcassonne. La stanza d’albergo e’ abbastanza grande e si affaccia su un canale pieno di barche lussuose appartenenti a  persone che attraversano la Francia lungo tali corsi d’acqua. Più dietro si staglia la gare, la stazione ferroviaria. Dopo un diner in un ristorante vicino l’albergo, ci dirigiamo verso la Cité Medievale, un vero e proprio gioiello, patrimonio mondiale dell’UNESCO. Già la prima visione e’ scioccante, in senso positivo, perché si ha l’impressione di tornare indietro nel tempo. La città sorge su  una collina ed e’ circondata da una doppia cinta di mura, con tanto di torri e guglie gotiche. Una volta varcata la porta di ingresso, ecco una pittoresca sequenza di strade e calli piene di negozietti che vendono souvenirs di ogni tipo, ma con una certa predilezione per gli articoli in tema con la città, di ispirazione medievale.
Restiamo nella città medievale per tutto il pomeriggio, girando fra le viuzze caratteristiche che brulicano di turisti provenienti da ogni contrada del mondo, senza trascurare il castello e la cattedrale. Ma non esistono sufficienti parole per descrivere la Cite’ Medievale di Carcassonne, bisogna andarci e viverla.
Cosimo Enrico Marseglia