La passione per l’insegnamento non l’ha mai abbandonato. Neppure quando gli anni avanzavano ed i capelli diventavano canuti. E, finalmente, dopo 27 anni di precariato, è stato ripagato: quest’anno avrà la tanto sospirata cattedra a tempo indeterminato. Si, ma a quattro anni dalla pensione.

È la paradossale storia del professore Franco Fiorentino, 61 anni, di Muro Leccese, laureato in lettere moderne con abilitazioni ordinarie in filosofia, storia e scienze dell’educazione. Adesso vive a Pisa, dov’è sposato e padre di due figli. Nonostante sia diventato docente di ruolo a pochi anni dal pensionamento, la sua gioia è immensa: “Sto bene, specie se penso ai tanti miei colleghi che quest’anno sono senza lavoro e non insegneranno. Ad un certo punto mi stavo pure rassegnando, poi è arrivata questa cattedra. Certo, è arrivata a quattro anni dal pensionamento, ma di certo chiudo in bellezza. In questo paese si parla di meritocrazia, ma non esiste per niente”

Il professore Franco Fiorentino, andato via dal Salento nel lontano ’69 per dedicarsi agli studi universitari, quest’anno insegnerà italiano e storia a Volterra, ad 80 km da casa, nella sezione carcere di un istituto per geometri. La sua vicenda, un esempio lampante di caparbietà ed amore per la professione, in un periodo non particolarmente roseo per il mondo scolastico pugliese, che quest’anno perderà 3450 posti, di cui 2241 docenti. Tra questi, 500, tra personale docente e non, nella sola provincia di Lecce.

“Ai tanti precari del mondo della scuola mi sento di dire di avere costanza e fiducia, di non abbassare mai la testa e di fare valere i propri diritti. Se amano il loro mestiere, che insistano, che lottino con orgoglio”.

 

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