Rappresentanti AssociazioniLo gridano a gran voce fino a farne il loro motto, “Mò basta” sono le Associazioni dei Consumatori leccesi che oggi hanno annunciato alla stampa e alla popolazione leccese le iniziative che hanno intrapreso per salvaguardare i cittadini da ulteriori sprechi legati al Filobus. Il presidente della Sgm Peyla ribatte che sarebbe meglio rivolgersi alla regione

Tutti lì schierati sotto il gazebo del caffè Tito Schipa, all’ombra del Comune di Lecce, i rappresentanti delle Associazioni, gli avvocati: Luigi Mariano per Movimento Difesa Cittadino, Antonio Tanza di Adusbaf Puglia, Nicola Saracino per Federutenti Onlus, Alessandro Presicce per Adoc, Manuela Pasca per Confconsumatori, Francesco Di Ciollo per  Casa del Consumatore.

Le richieste delle Associazioni sono due, dopo aver annunciato l’Atto di diffida nei confronti del Comune di Lecce nella persona del sindaco Perrone. Motivo della diffida, i disattesi tempi di consegna del Filobus e il servizio incompleto che si offre al cittadino con la partenza, in via sperimentale, di una sola delle quattro linee previste. Chiedono dunque che entro 90 giorni, termine attribuito all’attivazione di una “Class Action”, siano attive tutte le linee urbane. In alternativa – ha sottolineato Luigi Mariano – perlomeno che entro il 7 gennaio prossimo sia attiva la linea che porta all’Ecotekne, la più importante secondo le Associazioni. Sarà questo l’unica alternativa ad un rallentamento del deposito degli atti giudiziari che saranno avviati contro i responsabili del ritardo dell’opera. Un modo per tutelare i cittadini già allo stremo economico per la crisi che attanaglia la società tutta e a cui si aggiungono le tasse di provincia, comune ecc. Tra l’altro senza ricevere il servizio per il quale si pagano circa 830mila euro di mutuo annuale fino al 2019. “Se il Filobus a Lecce e ai leccesi, finora ha procurato solo danni, allora chi ha delle colpe se ne deve assumere gli oneri” ha rincarato Antonio Tanza. Per Alessandro Presicce di Adoc il danno poi non riguarda solo l’oera ma anche il corredo urbano ad essa collegato. Molti marciapiedi e aree di sosta non sono a norma e non rispettano i parametri per il corretto funzionamento del servizio, le sollecitazioni e le domande poste più volte ai vari assessori hanno prodotto solo uno “scaricabarile” per mancanza di cooperazione tra gli assessorati a danno sempre della città e dei cittadini. A tutto questo si aggiungano anche le spese di manutenzioni mai effettuate per mezzi fermi in deposito e per i quali è scaduta anche la garanzia di funzionamento e i costi di tecnici e funzionari pagati per non fare nulla. “Purtroppo – ha spiegato Mariano – la Class Action nei confronti di Enti pubblici, per legge non prevede il rimborso ai cittadini ma con questa iniziativa facciamo in modo che siano tutelati da ulteriori vessazioni. Il servizio deve partire, se non si  rispettano  tempi  e condizioni qualcuno pagherà, che sia il Comune o la Sgm o chi per loro”. Alla conferenza ha preso parte il capogruppo Pd del Consiglio comunale, Antonio Rotundo che sostiene l’iniziativa delle Associazioni come “legittima e doverosa a tutela dei cittadini e dei contribuenti onesti”.

Raggiunto il presidente della Sgm Gianni Peyla, ha dichiarato di non  sentirsi colpevole di nulla, lo slittamento dei tempi di avvio, ha spiegato, sono stati concordati con il Ministero. Le prove generali sono concluse è veramente tutto pronto, non è il caso che le Associazioni mettano il bastone tra le ruote per una vicenda che sta a cuore a tutti vederne il lieto fine. Ha fatto l’esempio di Avellino per comparare lo sforzo della città di Lecce sui finanziamenti. “Lì consiglieri di maggioranza e opposizione di concerto hanno chiesto e ottenuto il totale dei finanziamenti alla regione Campania, è questo il modello di conduzione armoniosa di una vicenda che si deve concludere nel migliore dei modi, le Associazioni si rivolgano alla regione Puglia se vogliono un risarcimento”. Ha inoltre assicurato che le linee partiranno tutte, inclusa quella dell’Ecotekne, ma non può dare date certe.

E nella nota dello stesso Peyla giunta poco dopo si legge: “I tecnici del Ministero hanno dichiarato pubblicamente che, nonostante la complessità della procedura, siamo in linea con i tempi della tabella di marcia per la messa in funzione del servizio, apprezzando il fatto che abbiamo lavorato di buona lena e con il massimo scrupolo. Non dubito, quindi, che, nel giro di poco più di un mese, il filobus cominci la sua attività e diventi un motivo di vanto per tutti i leccesi”.