Tra i piu’ noti monumenti di Gallipoli c’è la fontana di Virgilio, la piu’antica delle fontane d’Italia, secondo Corrado Ricci, archeologo e storico dell’arte italiana. Questo capolavoro d’arte classica è avvolto nella leggenda sia perché nei bassorilievi che l’adornano sono raffigurate scene concernenti i miti

pagani di Dirce, Salmace e Biblide trasformate in fontane,  e sia perché essa stessa, secondo i gallipolini fu opera di magia, in quanto per la sua bellezza ed estrema perfezione stilistica si sostenne impossibile che la fontana potesse essere una creazione umana e quindi fu ritenuta opera di un famoso alchimista, il “mago Virgilio”, il poeta latino verso cui le popolazioni del Salento nutrirono una particolare devozione, avendo egli soggiornato per molto tempo in questa terra.
Fu ritenuto un “mago”, in quanto nel Medio Evo il popolo credeva che ogni uomo straordinariamente sapiente e profondo conoscitore dei segreti della natura, fosse anche capace di produrre, indipendentemente da poteri diabolici, opere magnifiche.
Dunque, secondo la tradizione popolare, egli  fu l’ideatore della fontana, ma nell’opera di costruzione ebbe l’aiuto di una potenza occulta, una fata.
Narra la leggenda che in un tempo remotissimo, un principe greco, reduce da valorose imprese belliche, approdò su di una spiaggia salentina, dove conobbe una fanciulla che amò perdutamente.
Venere, però, risentita con lui che per sete di conquista aveva sterminato molti giovani in guerra, si oppose con tutte le sue forze a quel sogno d’amore a tal punto che quando i due innamorati s’incontravano, una fitta nebbia avvolgeva la fanciulla rendendola invisibile.
Disperati, i due amanti attesero invano la fine dell’ira di Venere, finchè la fanciulla morì d’amore ed il principe adagiò il suo corpo senza vita su di una barca e si diresse in alto mare, per morire vicino a lei.

Appena uscì dalla rada, vide apparire davanti a sé un’isola stupenda, mentre una misteriosa forza lo trasportava verso il luogo sconosciuto e fu così che comprese allora che il fato aveva stabilito che egli dovesse scegliere come dimora quell’isola incantevole. Salpo’ sul lido ed ivi fondò una città che in memoria della sua amata chiamò col nome greco Gallipoli, “città bella”.
Quando le leggende si perdono nella notte dei tempi, esiste un autentico itinerario nel misterioso visibile attraverso una esatta collocazione in luoghi facilmente raggiungibili e visitabili!

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