I salentini hanno speso 21,3 milioni di euro in gelati. Una cifra da capogiro elaborata dall’Ufficio studi di Confartigianato Imprese su dati Istat.
Lecce si piazza al 28° posto in Italia e precede le altre città pugliesi, ad eccezione del capoluogo di regione che spende 31,9 milioni ed occupa la 16ª posizione n nella graduatoria nazionale.

Seguono Foggia che si colloca al 39° posto, con una spesa di 15,8 milioni; Taranto al 47° con 14,4 milioni, Brindisi al 65° con 10,3 milioni e la Bat (Barletta-Andria-Trani) al 75° con 9,2 milioni. Sommando i valori si ottiene la spesa complessiva in Puglia che ammonta a 103 milioni.
«Il cono artigianale è uno dei piaceri irrinunciabili dell’estate» – dice Luigi Derniolo, presidente dell’Associazione pasticceri salentini, aderenti a Confartigianato Imprese Lecce. «La scelta di ingredienti più genuini e naturali, a partire dal latte fresco e dalla frutta locale – sottolinea – è una tendenza che si sta consolidando sempre più nell’offerta delle oltre 37.787 gelaterie presenti in Italia al 30 giugno 2011, costituite dai punti vendita di gelato artigianale delle imprese artigiane produttrici di gelato e dei punti di distribuzione in pasticcerie, ristoranti e bar che somministrano gelato artigianale». In questo articolato sistema, lavorano 87.992 addetti, con una dimensione media di 2,3 occupati per impresa. In Puglia ci sono 2.033 gelaterie artigianali, pari al 5,4 percento del totale. Ci sono 50 gelaterie ogni 100mila abitanti. Gli addetti sono 4.678.
«In base ai nostri dati – aggiunge Derniolo – i consumi familiari sono più elevati nelle famiglie con figli e risultano crescenti con il numero dei componenti». Il maggiore consumo pro capite si registra nelle famiglie con soli adulti: il più alto consumo medio per ciascun componente della famiglia si registra tra i giovani single, con meno di 35 anni, che consumano 67 euro di gelato all’anno, seguiti dai single adulti, tra i 35 e i 64 anni che sostengono una spesa annua per gelati di 57 euro all’anno. Poi vengono i componenti di giovani coppie senza figli (con persona di riferimento con meno di 35 anni) che consumano in media 43 euro pro capite all’anno di gelato e a cui seguono le famiglie di adulti senza figli con persona di riferimento con 35-64 anni, le quali spendono in gelati per ciascun componente 40 euro all’anno.
Poco meno della metà dei consumi di gelati (46,6 per cento) si concentra nelle prime quattro regioni: Lombardia (392 milioni), pari al 19,4 per cento del totale nazionale, seguita dal Veneto e Lazio, entrambi con 184 milioni di euro e il Piemonte con 183 milioni.
Riguardo ai prezzi, il costo dei gelati non segue l’impennata dell’inflazione. Mentre a giugno scorso i prezzi dei prodotti alimentari sono cresciuti del tre per cento, nello stesso mese il tasso tendenziale di inflazione per i gelati è stato pari a zero. Gli altri beni di consumo, tipicamente estivi, sono la frutta (che registra una crescita dell’inflazione del 12,2 per cento), la birra del 2 per cento, le bevande analcoliche (1,1), le acque minerali (appena l’uno per cento) e i succhi di frutta e verdura dello 0,7 per cento.

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