Si è conclusa la VI edizione del Premio Bodini. Sul palco di piazza San Nicola, nella città di Cocumola, sullo sfondo di quel portoncino verde, tanto caro a Vittorio Bodini, hanno reso omaggio al grande poeta Italiano personaggi illustri dell’ambiente culturale nostrano che hanno fatto vibrare le corde

dell’emozione convenendo su un unico messaggio: l’insegnamento di Vittorio Bodini permane, “vivo”, attraverso l’attività e il pensiero di quanti continuano a guardare al Mediterraneo come grande opportunità di conoscenza e di quanti raccontano lo spirito di un Territorio mai pago. Solo così Vittorio Bodini non è, né mai potrà essere, dichiarato morto, come recita una poesia che Rafael Alberti, suo amico, scrive ad un anno di distanza dalla sua scomparsa. E a ricordare il legame tra Bodini e Alberti è valso il magistrale intervento di Giuseppe Giacovazzo, amico a sua volta di Bodini e della sua famiglia, il quale ha tratteggiato sapientemente un Sud che, come diceva il poeta, “è persona”, ovvero è una condizione esistenziale del luogo.
Altrettanto ricco di pathos il racconto del Mediterraneo fatto da Gabriele Torsello anche, grazie al supporto delle immagini tratte dal suo libro “Afghanistan. Camera Oscura”. Forte il parallelismo tra la restrizione culturale del sud, tema dibattuto da Bodini, e l’analisi socio culturale del nostro Territorio fatta da Ivan Cotroneo che, attraverso “Mine Vaganti”, ha reso l’immagine di una città che a tratti rifiuta il cambiamento. Nelle serate precedenti, il viaggio nel Mediterraneo, secondo quel filo immaginario tracciato da Bodini che dal Salento porta alla Spagna è stato ripercorso, nella terza serata, dagli Agricantus, autori di un interessante arazzo, fatto di sonorità e di dialetti, fortemente evocativo, e in quella precedente da Laura Marchetti e Marcello Prayer, protagonisti di un viaggio fatto della lettura di versi dei maggiori poeti del Mediterraneo e approfondimenti filosofici sulle grandi tematiche dello sviluppo e della convivenza già care a Bodini. E alla sua poetica è stato fatto omaggio nella prima serata attraverso le letture di Gezim Hajdar, e gli interventi di Raffaele Gorgoni e Nino Bertoloni Meli, che ritirava il Premio per lo zio Vincenzo Consolo.

E dallo stesso palco di Cocumola più volte è riecheggiato l’invito rivolto dal Sindaco di Minervino, Ettore Caroppo, promotore del Premio Bodini, a realizzare la “Fondazione Vittorio Bodini”, ovvero un organismo in grado di dialogare con gli Enti Territoriali, munito di un comitato scientifico e in grado di garantire la crescita e lo sviluppo dell’attività, sin ora svolta dall’Amministrazione Comunale, di promuovere la perennità del poeta, ma anche di assicurare la solidità economica e finanziaria ad un’iniziativa che, senza il supporto di partner, rischia, come spesso accade nel nostro Territorio, di non poter continuare.

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