Manifestanti Usb“Un’altra manovra è possibile” si legge così negli striscioni esibiti dai manifestanti in 100 piazze Italiane, per lo sciopero indetto dalla Cgil contro la manovra del Governo. A indignare il sindacato, non appoggiato dalle altre sigle, è stato l’articolo 8 della manovra che per molti compromette l’autonomia sindacale e agevola le imprese sui licenziamenti senza giusta causa. A Lecce protesta l’Unione dei Sindacati di Base

Lo sciopero, che ha per tutti lo stesso obiettivo, ossia la manovra di Governo che attenta alla sopravvivenza delle fasce medie della popolazione, non ha riscontrato accordo tra i sindacati. Non sono scese in piazza Cisl e Uil che hanno ritenuto di non dover scioperare a causa della già precaria situazione economica in cui versa il Paese, anche se molti lavoratori legati a queste sigle si sono uniti al popolo rosso dei manifestanti.

Le dichiarazioni di questi giorni del segretario nazionale Cgil Susanna Camusso sull’articolo 8 –  “il più grande attentato alla contrattazione e all’autonomia sindacale che sia stato compiuto da un governo”-  sono state condivise a appoggiate da Sel, Idv e Pd che si sono uniti a favore dei lavoratori.  Così emendato, infatti, l’articolo 8 viola la Costituzione, Statuto dei lavoratori e Contratto nazionale, prevedendo la possibilità di licenziare facilmente in deroga all’articolo 18 dello Statuto e delegando ai contratti aziendali del territorio di appartenenza, scelte in materia di organizzazione e produzione del lavoro che sono invece regolate da Contratto e Statuto, in cui fondamentale è il ruolo del sindacato a difesa del lavoratore.

Non dello stesso avviso Gianni Palazzo, segretario provinciale dell’Usb di Lecce che considera l’articolo 8 della manovra il frutto degli accordi presi a Pomigliano e Mirafiori lo scorso 28 giugno con l’avallo dei sindacati confederali.
“Scioperiamo contro la manovra del Governo Berlusconi che vuole colpire ancora una volta i precari, i dipendenti pubblici, i pensionati, le famiglie, i redditi bassi, contro lo stesso governo che vuole mantenere i privilegi per i soliti noti  grazie all’aiuto di accordi infami che hanno, già dallo scorso giugno, annullato i diritti dei lavoratori” ha dichiarato Palazzo questa mattina in piazza Sant’Oronzo dove si svolgeva la manifestazione, con scarsa partecipazione popolare, organizzata dai Sindacati di Base. Una soluzione alternativa alla crisi in atto la offre l’Usb che nel bollettino propagandistico ne elenca i punti chiave: Tassazione dei redditi più alti e delle rendite. Riduzione drastica delle spese militari.  Reale ed efficace lotta all’evasione fiscale e contributiva. La protesta di Lecce, da programma si spostava a Maglie, paese natale del  ministro Fitto, con una provocazione che attesta il malumore dei lavoratori. “Porteremo le mutande rigorosamente usate – ha commentato Palazzo –  affinchè le distribuisca ai suoi Colleghi di Governo, visto che vogliono toglierci anche quelle”

La Cgil leccese ha manifestato a Bari da dove  giungono le dichiarazioni dell’onorevole del Pd Teresa Bellanova

“La maggioranza vuole cancellare anni di battaglie, umane e sindacali, compiute per raggiungere la tutela ed i diritti dei lavoratori. I lavoratori, con la manifestazione di oggi, esprimono democraticamente il loro dissenso “

Per il coordinatore regionale di Alternativa comunista Michele Rizzi

E’ in atto un duro attacco contro i diritti dei lavoratori con tagli al welfare e la cancellazione dell’articolo 18 che il governo Berlusconi sta mettendo in atto con la manovra finanziaria. Il tutto è nella logica di salvaguardia degli interessi di banchieri e padronato che puntano a fare dell’Italia “come la Grecia”, ossia tagli e tagli sociali. Alternativa comunista però anche consapevole che il centrosinistra non rappresenta un’alternativa dalla parte dei lavoratori, ma l’àncora importante per l’alternanza sponsorizzata dai banchieri, in quanto ancor più affidabili dal punto di vista padronale

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