Vignetta Massimo DonateoLa Vergine è la seconda costellazione del cielo per dimensioni superata solo dall’Idra. Viene immaginata come una donna alata che stringe nella mano sinistra una spiga di grano. Il motivo di tale raffigurazione risiede nel fatto che il mito della Vergine

è probabilmente nato tra il 6540 ed il 4380, cioè quando il solstizio d’estate, e quindi il periodo di raccolta del frumento, coincideva con la levata eliaca (periodo nel quale un astro sorge contemporaneamente al Sole o quasi) della costellazione. Il mito della vergine ci riporta a tre storie………tutte interessanti. In Grecia la Vergine era vista come Dike, la dea della Giustizia. Esiodo la considerava figlia di Zeus e di Temi , dea della giustizia. In Egitto invece si venerava una dea che teneva in braccio un fanciullo. Si tratta di Iside, sorella-moglie di Osiride che, dopo aver ricomposto il corpo straziato da Seth, gli aveva generato Horo. Proprio a questa figura, verrebbe ricondotta la Vergine celeste. La Vergine fu identificata anche con Demetra,  dea,  che presiedeva all’eterno ciclo vita-morte-vita di esseri animati e vegetali e con la figlia Persefone, rapita da Ade e condotta nel suo regno, gli inferi. Ciò fece adirare la Madre che impedì la maturazione dei frutti sulla Terra sino a quando non le fosse stata restituita la figlia. Il preoccupato Zeus allora inviò Ermes (Mercurio) presso Ade affinché lo convincesse a liberare Persefone, che infatti venne rilasciata. La legge divina, però, costringeva chiunque si fosse nutrito negli inferi e ne fosse uscito, a trascorrere una stagione l’anno nel regno di Ade: dato che Persefone aveva mangiato semi di melograno, dovette dunque soggiogarsi a tale legge. Fu così che Persefone che scendeva periodicamente negli inferi era simboleggiata dal grano che veniva sepolto nella terra per poi rinascere a Primavera come spiga di frumento. La Vergine rappresenta spesso infatti nell’astrologia medica, l’alimentazione e tutto ciò che ci può ricondurre alle intolleranze alimentari, in quanto la Vergine come simbolo di frumento, può,  se rappresentato male, in un tema natale, suggerirci che il nativo patirà qualche  intolleranza e comunque somatizzerà a livello di intestino e colon. Caratterialmente i nativi della Vergine sono dei buoni incassatori. Detestano mostrare i loro sentimenti, le loro rabbie, le delusioni.  I differenti  fallimenti  sono vissuti da entrambi i nativi come vergogne da riesaminare e da non ripetersi assolutamente mai più. Nessuno infatti più di loro è in grado di flagellarsi sino all’osso, Il  loro senso critico, il desiderio di perfezione, di organizzazione, li porta a lavorare sempre sino a raggiungere uno stile di vita molto vicino alla nevrosi.   Limite estremo di entrambi i nativi è l’ eccessivo spreco di energia sia fisica che mentale utilizzata per analizzare dettagli a volte inutili per la realizzazione di un determinato progetto. Di contro,  Riescono a vivere bene nella loro quotidianità, perché amano le piccole cose e riescono come non pochi ad apprezzare un legame semplice, leale e senza troppi voli di fantasia………………la Noia…………meglio quella che l’imprevisto……fuggono a gambe levate dalle passioni incontrollate. E comunque si lanciano con il paracadute pronti a salvarsi sino alla fine da una alcova bollente dove li aspetta un segno caliente travestito da Antonio Banderas…………..mamma mia che paura e se poi mi faccio la bua…………..Buon settembre cari amici della Vergine.