Le proteste dei lavoratori di Boncuri, la lotta non violenta contro il caporalato, in concomitanza con l’appoggio e l’azione della CGIL hanno avuto riscontri positivi. Oggi, la Giunta regionale pugliese ha approvato la delibera di estendere le “liste di prenotazione” a tutti i territori della Regione Puglia. 

Tale proposta, presentata dall’assessorato al welfare, verte su uno strumento di sperimentazione su cui hanno lavorato CGIL e in particolare FLAI Cgil Puglia per il caso della regolamentazione dei lavoratori ospiti alla masseria Boncuri. Spiega Antonella Cazzato, segretaria confederale CGIL Lecce: – Per superare il caporale bisognava pensare a uno strumento da mettere in campo per consentire il contatto diretto fra l’impresa e il prestatore d’opera, quale quello di introdurre elenchi negli uffici dell’impiego le cosiddette “liste di prenotazione”. Questo è uno strumento che la FLAI CGIL ha sostenuto e presentato ai vari tavoli. Attraverso l’iscrizione nella lista di prenotazione dei lavoratori, l’impresa che decide di lavorare nella legalità individua dall’elenco le persone che devono essere occupate garantendo, quindi, il contratto di ingaggio. Fino a ieri non esisteva un obbligo per la parte datoriale di ricorrere alle liste di prenotazione. Questa mattina abbiamo saputo che la Giunta della Regione Puglia ha approvato l’atto con il quale estende le liste di prenotazione a tutti i territori della Regione. Nel comunicato dell’assessore Elena Gentile, a tal proposito, viene fatto riferimento alla sperimentazione di Nardò, quindi noi questo successo lo ascriviamo alla battaglia dei lavoratori di Boncuri e lo riconosciamo come facente parte delle rivendicazioni della FLAI Cgil.
Con orgoglio  riteniamo che la decisione della Giunta regionale di investire su questo strumento di emersione del lavoro agricolo sia frutto della caparbietà con la quale la nostra organizzazione sindacale, e soprattutto la FLAI ha lavorato –.
Dopo questa prima conquista, altro passo in direzione verso la legalità del lavoro è rappresentato dall’attuazione della legge regionale n. 28/2006 contro il lavoro nero, la quale prevede l’introduzione di “indici di congruità”, il controllo sulle aziende beneficiarie di finanziamenti pubblici e l’utilizzazione delle liste di prenotazione.

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