Dalle pagine del libro, edito da Mondadori, direttamente nelle case degli italiani, telespettatori di Mamma Rai. Grande successo per Alfredo Pagliaro, medico nutrizionista e assessore all’Igiene del Comune di Lecce, invitato a Rai Uno Estate, il programma più seguito nel mattino televisivo.

Con il suo libro “Le ricette per il tuo Dna – come curarsi con l’alimentazione” (primo volume di una collana dedicata alla Nutrigenomica) e il suo intervento ha arricchito di nuovi contenuti la rubrica dedicata al tema della salute e del benessere. Intervistato dalla brillante conduttrice Giorgia Luzi ha spiegato come è possibile curarsi con l’alimentazione perché il cibo può e deve essere usato alla stregua di un farmaco. Con professionalità, e un pizzico di autoironia  (“Ho imparato prima a cucinare poi a fare il medico”), Pagliaro ha chiarito alcuni concetti fondamentali nel suo libro che non è solo un semplice ricettario ma un “rivoluzionario” manuale per imparare ad abbinare gli alimenti in modo da esaltare e sfruttare le loro proprietà nutrizionali, rigorosamente spiegate nelle preziosissime schede in appendice.
“Tutte le sostanze fanno male quando aumentano oltre una certa soglia; pensiamo a quando aumentano i livelli di colesterolo o di glicemia o di acido urico nel sangue. All’insorgere della malattia ci preoccupiamo e ricorriamo ai farmaci per curarci. Perché, invece, non prevenire la malattia curandoci attraverso gli alimenti? Ogni alimento se si ossida altera la struttura delle nostre cellule studi accertati lo confermano. Il nostro corpo produce fisiologicamente, oltre quelli introdotti dall’esterno, i radicali liberi, sostanze nocive responsabili dei mutamenti genetici e delle alterazioni del sistema immunitario che sono l’origine della malattia”.
Con sintesi e semplicità il messaggio è arrivato diretto e chiaro insieme alla promozione dell’amata terra salentina. “Sono di Lecce e sono stato tra i primi ad usare il vincotto, anche in abbinamento ai carboidrati”, ha aggiunto evidenziando con orgoglio le sue radici”. Un vincotto autoctono proveniente dal Salento e, mentre lo chef Fabio Campoli lo dosava sapientemente sui crostini alle more, Pagliaro ne ha spiegato potenzialità e composizione “E’ mosto d’uve salentine cotte e arricchito con vino primitivo, stagionato almeno da due anni: una delizia per il palato che insaporendo le pietanze è in grado di innescare una reazione chimica dalle proprietà antinfiammatorie e anticancro”.

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