C’è molta curiosità intorno all’Atalanta: la sua classifica, ultima a meno 2, è ovviamente bugiarda; di punti ne ha incamerato quattro in due partite, dunque non è una cenerentola, ma ne sconta 6 di penalizzazione.

Il Lecce si complica la vita al primo minuto di gioco: rimessa con le mani che Cuadrado indirrizza verso Julio Sergio il quale indugia ed allarga verso Mesbah con Schelotto in agguato;  l’argentino entra in area e subisce il contrasto falloso dell’algerino: calcio di rigore che Denis trasforma! Il primo minuto di gioco al via del mare sembra ancora una volta una maledizione: dopo l’Udinese, l’Atalanta: entrambe in gol al minuto numero uno.
Il Lecce non perde però la testa, si muove con ordine pur lasciandosi andare a qualche fallo di troppo(Di Michele). Colantuono deve aver analizzato per bene il Cuadrado di Bologna e gli fa montare una guardia serrata trasformando così “il marziano” in un “terrestre”;sempre bravo, ma terrestre!L’Atalanta è ordinata, non butta via una palla, resta compatta concedendo pochi sbocchi alla manovra giallorossa spesso arginata a ridosso dei sedici metri.
Al minuto venticinque Mesbah va a segno; l’arbitro non ha dubbi sulla regolarità del gol nonostante la bandierina del suo collaboratore  rimanga impennata; uno a uno e si riparte con il Lecce sempre grintoso ed applicato per quanto gli orobici gli consentano di esserlo. L’Atalanta avverte il fiato sul collo e così stenta a confermare la fluidità della manovra: i bergamaschi perdono anche il portiere Consigli sostituito da Frezzolini subito da brividi su un traversone di Mesbah.
Quando il Lecce tende ad allungarsi partono dalla panchina  i rimbrotti del tecnico giallorosso che evidentemente fiuta il pericolo; e ha ragione perchè sull’altra sponda, cioè nel giardino di Julio Sergio, si stanno materializzando situazioni di pericolo elevato.
Un bel primo tempo si chiude sull’uno a uno.
L’Atalanta riparte minacciosa, ma con la mira approssimativa sia in fase di appoggio che di conclusione a rete; però il Lecce tende ad accartocciarsi abdicando all’iniziativa o meglio consegnandola al centrocampo nerazzurro; viene punito all’undicesimo, ancora da Denis, in splendida rovesciata imprendibile per Julio: tutto bello, tutto generosamente offerto dal reparto difensivo che in piena area ignora la prima punta avversaria.
L’Atalanta sembra non accontentarsi del nuovo vantaggio; cerca di chiudere la gara. Al 17° Grossmuller esagera nel commettere fallo e nel protestare, col risultato di vedersi sventolare sul viso il giallo e il rosso in rapida successione. Di Francesco richiama Pasquato sostituendolo con Ofere, fuori anche Obodo per Strasser; più avanti Corvia rileverà Di Michele: il coraggio di Eusebio: due punte pure pur con un uomo in meno, ma è anche vero che occorre tentare il tutto per tutto e l’azzardo, per così dire, ci sta. E infatti il Lecce parte lancia in resta raschiando il fondo del barile delle residue stille di energia: sforzo encomiabile, generoso quandanche non accompagnato dalla  lucidità ormai smarrita; sforzo che lo conduce a sfiorare il pari un paio di volte concedendone tuttavia altrettante(se non di più) all’avversario. Sforzo che risulta comunque vano. L’Atalanta vince per due ad uno ed esce ufficialmente dal limbo del sotto zero.

 

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