“La disperazione dei lavoratori che rischiano di restare disoccupati sta esplodendo in questi giorni nei confronti della Asl di Lecce. Alcuni di loro sarebbero stati internalizzati, mentre altri sarebbero destinati a restare ‘a terra’ in virtù, sembrerebbe, di un accordo sindacale”.

Sono i commenti a caldo dei consiglieri regionali Marti e Congedo in riferimento a quanto sta accadendo sui tetti del Vito Fazzi. Cinquanta lavoratori esternalizzati hanno costituito un comitato spontaneo – non avendo ricevuto appoggio da nessun sindacato, hanno lamentato – inscenando una dura protesta sul tetto della struttura ospedaliera dove hanno prestato servizio alle dipendenze della ditta esterna “Sanitaservice”. I lavoratori rivendicano il loro diritto di essere assunti, e quindi internalizzati, dalla Asl così come era accaduto con un accordo sindacale per altri colleghi nel 2009. Alla protesta è intervenuto il direttore generale della Asl, Mellone, che ha posto la questione all’assore regionale Tommaso Fiore ora al vaglio, mentre da parte dell’Unione dei Sindacati di Base solo 9 dei 50 manifestanti avrebbero diritto all’internalizzazione, essendo stati questi assunti entro il termine utile per le internalizzazioni nel maggio del 2009. “Il caos delle internalizzazioni portate avanti con criteri non sempre chiari, legittimi e trasparenti, non è stato creato dalle singole Asl ma, all’origine, dal Governo regionale. E’ giusto quindi che l’assessore Fiore convochi subito un tavolo tecnico con Asl, aziende private, Sanitaservice, sindacati e rappresentanti dei lavoratori che resterebbero fuori dall’accoro”. Lo sostengono in una nota i consiglieri regionali salentini, Congedo e Marti.
“Non entriamo nel merito di delicate e complesse questioni tecnico-giuridiche – dicono gli esponenti del Pdl – ma riteniamo che in questa vicenda i lavoratori incolpevoli siano stati già fin troppo strumentalizzati. Sarebbe quindi opportuno che fossero chiari i criteri con cui sono stati scelti i lavoratori da internalizzare e quelli da lasciare fuori da questo processo, onde evitare ulteriori opacità in un processo che fin dal primo momento ci ha visti concordi sul principio ma estremamente dubbiosi sulle procedure seguite dalla Regione e che hanno finora procurato illusioni ai lavoratori”. Intanto i manifestanti hanno deciso di protestare ad oltranza o perlomeno finchè qualcuno non si interesserà alla vicenda dando risposte alle domande dei lavoratori.

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